Friuli V.G. Commercio: in 50mila scendono in sciopero

06/11/2007
    martedì 6 novembre 2007

      Pagina 10 – Regione

        Il 16 e il 17 protesta anche per il contratto

          Commercio, in 50mila scendono
          in sciopero contro la legge Bertossi

            TRIESTE Commercio fermo il 16 e 17 novembre per protestare, ancora una volta, contro la legge Bertossi e per il rinnovo del contratto di settore. L’astensione dal lavoro sarà preceduta, giovedì prossimo, da un attivo regionale dei delegati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, in programma a Palmanova, con inizio alle 9.30, nell’auditorium del Meeting point San Marco. La riunione, che chiamerà a raccolta tutti i rappresentanti locali del settore delle varie province, avrà come argomento principale proprio le ragioni della protesta. All’appuntamento sarà presente Marinella Meschieri, della segreteria nazionale Filcams-Cgil: a lei il compito di aggiornare i delegati regionali sul difficile stato della trattativa sul rinnovo del contratto scaduto a fine 2006, ferma dopo che Confcommercio ha deciso l’interruzione del confronto col sindacato. Un blocco a cui il sindacato ha reagito chiamando a raccolta, in una due-giorni di stop al lavoro, i circa 50mila lavoratori dipendenti del Friuli Venezia Giulia.

            Obiettivo dello sciopero è proprio la riapertura della trattativa, per arrivare a un contratto che, come scrivono in una nota unitaria le segreterie regionali dei sindacati di categoria, «possa consentire ai lavoratori e alle loro famiglie di arrivare a fine mese, di dare un futuro e un’educazione ai propri figli, di restituire dignità e rispetto a chi lavora nel settore». L’astensione del lavoro è proclamata a livello nazionale, ma in Friuli Venezia Giulia si trasformerà anche nell’ennesima occasione per esprimere il no dei lavoratori alla legge Illy-Bertossi, che ha liberalizzato gli orari e le aperture domenicali.

            La protesta, rivolta sia alla giunta regionale che ai sindaci, servirà a ribadire la richiesta di un nuovo tavolo di confronto per la modifica della legge. Il perché è semplice: secondo le sigle sindacali, la nuova legge Bertossi (quella, per capirsi, che ha dato il via alle aperture domenicali potenzialmente illimitate) non ha portato alcun beneficio al consumatore introducendo invece sempre di più la precarietà e l’atipicità nei contratti del settore. A beneficiarne, sempre secondo i sindacati, non sarebbe stata nemmeno la grande distribuzione, che avrebbe visto un aumento dei costi a fronte di una ben minore crescita del fatturato. Quanto al calendario delle astensioni dal lavoro, venerdì 16 si fermerà chi lavora su cinque giornate settimanali, sabato invece incroceranno le braccia i lavoratori con orario settimanale di sei giornate. Le previsioni affermano che sarà concentrato in questo secondo blocco il grosso dei dipendenti della distribuzione.

            e.o.