Friuli V.G. Commercio, arriva il restyling

20/07/2005
      Nord-Est

    mercoledì 20 luglio 2005

    ECONOMIA pagina 5

    TERZIARIO FRIULI V. G. •Prime regole per gli outlet Formazione potenziata Associazioni e sindacati critici sull’estensione dei tempi di apertura

      Commercio, arriva il restyling

        Ultimata la bozza del Testo unico che ridisegnerà il settore Bertossi: «In Aula dopo la pausa estiva»

          TRIESTE • Cambio delle superfici di vendita, formazione professionale estesa al settore non alimentare, definizione degli outlet e dei mercati all’ingrosso. E ancora, tutela dei locali storici e ridefinizione degli orari di apertura e delle giornate di chiusura obbligatorie: argomenti, questi ultimi, destinati a ingenerare non poche polemiche. Sono alcune delle principali novità introdotte dal nuovo Testo unico sul commercio del Friuli Venezia Giulia, su cui sta lavorando la Giunta Illy e che dovrebbe essere esaminato a breve dal Consiglio regionale. L’articolato segue l’approvazione del Piano per la riorganizzazione della grande distribuzione e mette ordine nella legislazione esistente, unificando le norme di settore che si sono susseguite negli anni.

          «Sono ancora necessari alcuni passaggi politici e istituzionali — spiega Enrico Bertossi, assessore regionale alle Attività produttive — per gli ultimi affinamenti e approfondimenti. A quel punto, dopo aver ottenuto il parere dell’Assemblea delle autonomie locali, il Testo unico potrebbe essere approvato dalla Giunta nei primi giorni di agosto e approdare in aula subito dopo la pausa estiva » . Ecco i punti più innovativi del Testo.

          Superfici di vendita. Cambiano le dimensioni degli esercizi commerciali. Gli esercizi di vicinato hanno una superficie di vendita fino 250 metri quadrati, mentre sono definiti di media struttura gli esercizi con superficie di vendita non inferiore ai 250 e fino a 1.500 metri quadrati (prima la superficie arrivava a 800 metri quadrati) e di grande struttura quelli con una superficie superiore a 1.500 metri quadrati (prima era superiore agli 800).

            Formazione professionale.
            Per la prima volta si prevede la formazione professionale anche nel settore dei generi non alimentari. Tra i requisiti necessari all’esercizio dell’attività commerciale in sede fissa o su aree pubbliche di prodotti non alimentari è stata inserita, infatti, anche la frequenza di un corso professionale per il commercio istituito o riconosciuto dalla Regione. I corsi di abilitazione professionale, così come i corsi facoltativi di aggiornamento, vengono organizzati dai Centri di assistenza tecnica (Cat).

            Grandi strutture. Il testo congloba il Piano per la grande distribuzione e prevede una semplificazione delle procedure di autorizzazione delle grandi strutture di vendita che va incontro alle esigenze dei Comuni. Dispone, infatti, un procedimento più snello del controllo regionale rispetto alle procedure attuali per consentire una più facile gestione e comprensione da parte di chi opera sul territorio. È prevista una contestuale elevazione del limite di superficie per gli edifici ubicati in zona urbanistica commerciale Hc da 5mila a 10mila metri quadrati.

              Outlet. Viene definita outlet una struttura di vendita— composta anche da più esercizi — con superficie non inferiore ai 15mila e non superiore ai 30mila metri quadrati. L’insediamento sul territorio è consentito in zone di interesse strategico a tutela della rete distributiva regionale o in aree vicine ai caselli autostradali. Vengono stabilite regole per la tipologia dei prodotti in vendita: per la valorizzazione e della promozione del sistema produttivo locale, la commercializzazione di generi non alimentari viene intesa con riferimento a prodotti tipici.

                Mercati all’ingrosso. La legge definisce mercato agroalimentare all’ingrosso una struttura di interesse pubblico nella quale si forma liberamente il prezzo delle merci. I mercati agroalimentari all’ingrosso possono essere istituiti o gestiti dai Comuni o da altri enti pubblici territoriali, nonché da società per azioni o da società consortili per azioni. Con regolamento regionale sono disciplinate la costituzione e l’attività dei mercati agroalimentari all’ingrosso.

                  Orari e giornate di chiusura degli esercizi. Rispetto al passato, il testo stabilisce che gli esercizi possono restare aperti dalle ore 5 alle ore 23 per un massimo di 14 ore giornaliere ( prima l’apertura consentita era di 13 ore). Ogni operatore commerciale può effettuare fino a due giornate di chiusura per riposo, nel corso della settimana. Per quanto attiene le giornate di chiusura obbligatorie nelle località non turistiche la decisione viene presa in ciascuna Provincia da un’apposita Conferenza di servizi, che può deliberare in materia di chiusura obbligatoria nelle domeniche e negli altri giorni festivi secondo criteri uniformi.

                    Deroghe per località turistiche. Il Testo definisce puntualmente le aree turistiche, che beneficiano di assoluta libertà in materia di orari e in materia di giornate di apertura.

                      A CURA DI
                      CARLA CIAMPALINI