Frenata di Prodi sulle tasse: «Pensiamo prima ai conti»

03/09/2007
    lunedì 3 settembre 2007

    Pagina 6 – Economia

      ECONOMIA E POLITICA

      "Pensiamo prima ai conti"
      frenata di Prodi sulle tasse

        Ma Veltroni: necessario abbassarle immediatamente

          Da Padoa-Schioppa stop sul fisco. E il premier: in Italia debito e evasione

          EUGENIO OCCORSIO

          ROMA – «La volontà del governo resta quella di mettere ordine nella finanza con l´obiettivo di abbassare le imposte, ma è inutile che si facciano discorsi di politica economica senza tener conto della realtà, sognando di vivere in un altro paese». E la realtà è quella di un paese che non ha ancora risolto il devastante problema dell´evasione fiscale, e per di più deve spendere 70 miliardi di euro l´anno in interessi del debito pubblico». Romano Prodi, dopo le speranze che si erano accese nei giorni scorsi, torna amaramente a dirsi pessimista sulla possibilità che nella prossima Finanziaria possa trovar posto qualche taglio alle tasse. Forse avrebbe evitato di riaprire ancora una volta un tema così spinoso e sensitive per l´opinione pubblica, ma deve farlo perché ieri il ministro dell´Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, in un´intervista al Corriere della Sera aveva scandito: non è realistico pensare ad alleggerimenti fiscali finché non saranno realizzati autentici e consistenti riduzioni di una spesa pubblica «fra le peggiori d´Europa». Perfino sui 21 miliardi di investimenti citati nel Dpef, il ministro ha puntualizzato che «le misure sono per lo più ipotesi a cui faremo fronte nella misura in cui troveremo le risorse riducendo la spesa».

          Di fronte a tanta risolutezza, inevitabilmente scoppia l´ennesima polemica nella maggioranza. Se Prodi ha difeso l´orientamento del suo ministro, sia Piero Fassino che Walter Veltroni, parlando in due diverse feste dell´Unità, si dicono di opinione diversa. Per il segretario dei Ds «bisogna fare tutte e due le cose: ridurre le spese e tagliare le tasse». Questo è possibile perché «l´anno scorso abbiamo fatto una manovra molto impegnativa che sta producendo i suoi risultati». Veltroni è ancora più diretto: «Si devono abbassare le tasse, dando un segnale già dalla prossima Finanziaria». Non solo: il candidato leader del Pd aggiunge che «bisogna continuare a lavorare sulla riduzione della pressione sulle imprese già avviata con la riduzione del cuneo fiscale», oltre naturalmente che rafforzare l´azione del governo contro l´evasione fiscale, «operazione che risulta più facile se effettuata nel contesto di uno stato amico dei contribuenti». Sono punti che riecheggiano il ‘manifesto´ programmatico di qualche giorno fa, con il quale del resto si era detto d´accordo lo stesso Prodi e in cui si riafferma che per ogni euro di spesa dev´esserci un euro di copertura.

          A quest´impostazione però si oppone Clemente Mastella, che tuona da Telese: «Come fai a contrastare la criminalità se poi magistrati e polizia non hanno neanche i soldi per la benzina? Allora eliminiamolo, il ministero della Giustizia». Del tutto contrario anche Franco Giordano, segretario di Rifondazione: «Mi sembra inammissibile che Padoa-Schioppa proponga tagli in questo modo. Dobbiamo invece costruire le condizioni per avviare un processo di redistribuzione sociale. Non si capisce perché non si possa cominciare a restituire equità al mondo del lavoro». E il radicale Daniele Capezzone ritiene «un drammatico errore» il rinvio al taglio delle tasse.

          Fra qualche giorno il ministero dell´Economia pubblicherà il rapporto della Commissione tecnica sulla finanza pubblica, che comincerà ad elencare i risparmi possibili nel mare magnum di statali e ministeri. Ma l´opposizione com´era prevedibile già cavalca la polemica. Gianni Alemanno, di An, si dice «sicuro di una grande rissa politica nel governo al momento di varare la Finanziaria». Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, si scaglia contro «l´ennesima carnevalata di Prodi, che ieri prometteva di ridurre le tasse, poi dà un colpo di freno».