Frenano insieme stipendi e costo del lavoro

03/07/2007
    martedì 3 luglio 2007

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    Frenano insieme stipendi e costo del lavoro

      Le ragioni stanno non solo nei mancati rinnovi contrattuali ma anche nelle nuove assunzioni

        di Giampiero Rossi / Milano

        REDDITI – Retribuzioni in frenata nelle grandi imprese. Ad aprile, secondo i rilevamenti periodici dell’Istat, la retribuzione lorda per ora lavorata nelle grandi aziende è aumentata dello 0,1% rispetto a marzo (al netto della stagionalità) ma risulta in calo dell’1,1% su base annua. Sono numeri “freddi”, soprattutto a prima vista, ma che contengono motivi di allarme, per quanto riguarda il potere d’acquisto dei lavoratori. Perché il dato statistico nudo e crudo dice che più di qualcuno, nella primavera scorsa, ha portato a casa meno soldi rispetto alla busta paga di un anno prima. Nessun allarme rosso, comunque, ma di certo esiste un rallentamento nell’andamento delle retribuzioni. Le ragioni? Probabilmente il contestuale aumento del numero degli occupati implica l’ingresso di giovani lavoratori – soprattutto nel comparto dei servizi, quello più sofferente dal punto di vista delle retribuzioni – cioè di addetti con salari più bassi rispetto alla media. Ma gli esperti sottolineano che si tratta comunque di dati che subiscono molti effetti contingenti: per esempio i cosiddetti “effetti di calendario”, che incidono sul totale delle ore lavorate (che comunque risultano in aumento), o anche il riverbero del pagamento di eventuali arretrati. E a questo riguardo c’è di sicuro da considerare, per alcuni settori, l’ormai endemico ritardo con cui vengono rinnovati alcuni contratti nazionali di lavoro. In questo momento, per esempio, sono aperti quelli relativi a metalmeccanici, alimentaristi, telecomunicazioni, commercio e turismo, servizi e artigianato. E in autunno si apriranno anche i giochi per chimici, gomma-plastica, tessili ed edili. E tutto questo pesa sulle rilevazioni delle retribuzioni, specialmente se basate su intervalli di tempo piuttosto brevi.

        Nella media gennaio-aprile – dicono ancora i dati Istat diffusi ieri – rispetto allo stesso periodo del 2006, la retribuzione lorda ha registrato una variazione nulla. Le variazioni tendenziali della retribuzione lorda per dipendente sono cresciute del 2% rispetto ad aprile 2006 e dell’1,2% nel confronto tra i primi quattro mesi del 2007 sullo stesso periodo dell’anno precedente. Ad aprile, nelle grandi imprese dell’industria, la retribuzione lorda per ora lavorata ha registrato un calo dello 0,2% su mese (al netto della stagionalità), dell’1,4% su base annua e un aumento dell’1% nel periodo gennaio-aprile. Le corrispondenti variazioni tendenziali della retribuzione lorda per dipendenti sono risultate pari a +3,4% ad aprile e a +1,9% nel confronto relativo ai primi quattro mesi del 2007.

        Nelle grandi imprese dei servizi la retribuzione lorda per ora lavorata ha segnato un aumento dello 0,2% su base mensile (al netto della stagionalità) e un calo dello 0,8% rispetto al mese di aprile 2006. Infine, nel confronto tra i primi quattro mesi del 2007 e il corrispondente periodo dell’anno precedente la variazione è stata di -0,5%. La retribuzione lorda per dipendente ha registrato una variazione tendenziale dell’1,1% ad aprile e di +0,5% nei periodo gennaio-aprile.