Frena la crescita dei salari

02/09/2005
    venerdì 2 settembre 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 19

    RETRIBUZIONI A luglio aumento del 2,8% rispetto al 3% registrato nel mese di giugno

      Frena la crescita dei salari

        Diminuisce il differenziale sull’inflazione Un dipendente su due aspetta il contratto

          ELIO PAGNOTTA

            ROMA • Diminuisce il vantaggio delle retribuzioni nei confronti dell’inflazione, che ormai dall’inizio del 2005 si mantiene attorno alla soglia del 2 per cento.

            Secondo l’Istat a luglio, infatti, salari e stipendi hanno beneficiato di un aumento del 2,8% su base annua, un incremento, il più basso dalla fine del 2004, tale da permettere alle buste paga di guadagnare un discreto margine di sicurezza sull’andamento del costo della vita.
            In termini reali — e questo anche grazie alla stabilità fatta registrare negli ultimi mesi dai prezzi al consumo — il vantaggio sfiora il punto percentuale.

            Questo ritmo dovrebbe quindi consentire ai consumi di non subire altri contraccolpi in un momento in cui le quotazioni del petrolio sono in continua tensione, rischiando a loro volta di spingere al rialzo la dinamica del costo della vita.

            L’istituto di statistica spiega che le retribuzioni in luglio hanno fatto registrare un incremento dello 0,4% rispetto al mese precedente.
            Numerosi i ritocchi che hanno interessato la dinamica congiunturale durante l’estate. Aumenti tabellari si sono infatti verificati per il legno, il cemento, l’energia, la gomma e la plastica, il commercio, gli alberghi e il credito, solo per citare alcuni tra i più significativi. Il bilancio dei primi sette mesi del 2005 si conclude di conseguenza con una crescita sostenuta nei confronti della situazione del 2004: tra gennaio e luglio di quest’anno, l’aumento delle retribuzioni è stato infatti del 3,4% nei confronti dello stesso periodo del 2004. Un aumento di quasi un punto percentuale e mezzo superiore a quello dell’inflazione che, se il costo della vita manterrà i ritmi attuali ( sempre in luglio i prezzi al consumo si sono portati al 2,1%), potrebbe restare quasi inalterato fino alla fine del 2005.

            La situazione nei confronti del 2005 appare del resto chiaramente delineata. In base ai contratti in vigore alla fine di luglio, le retribuzioni, secondo l’Istat, hanno già messo al sicuro per l’intero anno un incremento del 3,1 per cento. Questa variazione dovrebbe quindi superare abbondantemente sia la cosiddetta inflazione programmata che — se i sussulti del petrolio continueranno a complicare la situazione — quella reale. C’è da tener presente che, sempre alla fine di luglio, i lavoratori dipendenti che risultavano ancora in attesa di rinnovo erano circa il 46,2% del totale pari a circa 5,7 milioni. Un pacchetto di rinnovi piuttosto numeroso del quale fanno parte anche settori dalla consistenza non trascurabile, anche se l’andamento di salari e stipendi non dovrebbe subire modificazioni significative. In media il ritardo per i lavoratori in attesa del rinnovo si è già attestato a 12,3 mesi In luglio intanto sono stati ancora una volta gli addetti all’agricoltura, con un incremento del 5,7%, a beneficiare della crescita più sostenuta. A seguire gli addetti al commercio (+ 4,8%) e al credito e ai servizi privati (+ 3,7% in entrambi i settori).

            Nell’industria la dinamica salariale è salita complessivamente del 2,5%. Al di sotto del 2% la crescita negli altri settori, come i trasporti (+ 1,6%) e la pubblica amministrazione (+ 1,9%). Nel settore manifatturiero la crescita delle buste paga è stata pari al 2,4%, con variazioni che vanno da un massimo del 4,7% per la lavorazione dei minerali non metalliferi a un minimo dell’ 1,1% per gli alimentari.

            L’Istat ha anche comunicato i dati provvisori sull’andamento degli scioperi nel 2005. Nei primi cinque mesi dell’anno in corso le ore lavorative perdute a causa di conflitti di lavoro hanno raggiunto un totale di 2,7 milioni, con un aumento dello 0,2% rispetto allo stesso periodo del 2004.