Frena la cordata italiana per Esselunga

31/01/2005

    sabato 29 gennaio 2005

    sezione: FINANZA E MERCATI- pagina 35

    SUSSURRI & GRIDA
    Frena la cordata italiana per Esselunga
    La partita su Esselunga, la catena di supermercati più corteggiata d’Italia, resta ancora aperta. Le manovre della cordata italiana guidata dal private equity Clessidra e Investitori Associati si sono arenate sul nome dell’imprenditore che prenderebbe in mano le redini del gruppo.

      Arturo Bastianello, amministratore delegato del gruppo Pam (2,4 miliardi di fatturato), controllato dalla famiglia Bastianello, Dina e Giol, ha infatti
      gettato la spugna. E i fondi di private equity non hanno gradito l’ipotesi di dare il comando del gruppo a chi potrebbe entrare in cordata solo con
      una quota di minoranza. Sul piatto dovranno esserci almeno 3,5-4 miliardi di euro, più un premio, spiegano analisti del settore, perchè rispetto alla media è l’azienda più profittevole del comparto.

      Si fa così sempre più difficile l’ipotesi che il gruppo della grande distribuzione, resti in mani italiane, visto che la cordata Coop-Unipol non
      appere gradita al patron di Esselunga, Bernardo Caprotti. Sebbene la Coop ieri abbia confermato il suo interesse al fatto che Esselunga conservi il
      passaporto italiano. Se deciderà di vendere, Caprotti, negoziatore feroce senza alcun advisor al suo fianco, probabilmente dovrà riaprire la partita
      con gli americani di Wal-Mart.

      (Ma.Pi)