Frena il boom in Sardegna

10/09/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
214, pag. 13 del 10/9/2003
di Ernesto Massimetti


Calo tedesco. Italiani: vacanze più brevi. Ma per qualcuno è andato bene.

Frena il boom in Sardegna

Con flessioni medie vicine al 3-4% rispetto al 2002

Contrazione della permanenza media, riduzione dei numeri degli arrivi stranieri, pericoloso calo nella bassa stagione. Fra mille contraddizioni, sono i primi dati dell’estate sarda 2003 appena conclusa. Se è presto per l’euforia o per lo sconcerto (per i dati ufficiali, Esit o Istat, bisognerà attendere ancora due o tre mesi), gli operatori e gli osservatori ufficiosi si son fatti un’idea dell’andamento del mercato Sardegna: ´Una flessione generale c’è stata ed è intorno al 3-4%’, spiega Armando Petromilli, presidente dell’Ente nazionale bilaterale turismo. ´I nostri dati si basano su diversi fattori: numero di occupati del settore (contratto blu), dati ufficiosi dei circa 700 alberghi sparsi nell’isola, campeggi e residence. Ma abbiamo controllato anche i consumi nelle strutture di accoglienza. Ebbene, tutte le cifre convergono su una flessione, del resto annunciata’. Almeno 1.000, secondo Enbt, gli addetti al settore che sono mancati rispetto all’estate 2002.

Negli arrivi, la flessione più forte è stata quella dei visitatori tedeschi: spalla portante dell’ospitalità made in Sardinia insieme a svizzeri e austriaci: ´Da noi, il calo fra giugno e settembre arriva al 10%’, dice Stefano Amadei, presidente della Faita, la federazione che raggruppa i titolari di campeggi. ´Non si è trattato solo di clienti occasionali, ma anche di repeaters. Questo dovrebbe far suonare un campanello d’allarme. Certo, ci sono aree sparse dove ci sono stati occasionali incrementi, ma questo non basta per indicare un trend regionale’.

Va bene i tedeschi, indeboliti dalla crisi economica interna, ma gli italiani? ´È presto per un bilancio, ma la flessione del 2,3% nelle presenze alberghiere è verosimile’, aggiunge Franco Derosas, responsabile per la Sardegna della catena Iti. ´I dati più completi verranno fuori agli inizi di ottobre. Intanto, i connazionali continuano a venire, ma hanno ridotto i tempi della vacanza’.

Cauta preoccupazione, dunque: i clienti germanici hanno diminuito il periodo di permanenza, gli italiani spendono anch’essi di meno: ´Queste previsioni in calo le avevamo già fatte ad aprile’, spiega Petromilli. ´Con questo calo, le organizzazioni pubbliche (Esit, assessorato) confermano la loro inefficienza nel lavoro di marketing. Ma il dato più grave, secondo i dati in nostro possesso, resta l’abbassamento dei numeri anche nella bassa stagione. Aprile, maggio, giugno non rivestono più l’attrattiva che avevano negli anni passati’.

Pessimismo anche tra gli operatori dell’accoglienza. Con le eccezioni dell’area di Alghero e, in parte, della Costa Smeralda.

Gli addetti ai trasporti, invece, parlano una lingua diversa: ´Per noi, il 2003 è stato abbastanza positivo’, spiega Raffaele Ciaravola, della Geasar, società di servizi a terra dell’aeroporto di Olbia. ´Gli addetti stagionali dello scalo ”Costa Smeralda” hanno raggiunto per la prima volta le 700 unità. I voli charter sono andati piuttosto bene. Il nuovo collegamento Hapag Lloyd su Colonia, poi, stabilisce un rapporto forte proprio con il mercato tedesco’. Su Francoforte, da Alghero, ora vola anche Ryanair, compagnia low cost da tempo basata sullo scalo algherese. Gli inglesi tengono sulla Riviera del Corallo, ma non sono mai stati big spenders. ´Anche sui dati dei passeggeri trasportati è necessaria molta prudenza’, prosegue Ciaravola. ´L’intensificarsi delle linee non sempre corrisponde a un aumento automatico del traffico’.