FRANCO MARTINI “GIÙ LA MASCHERA”, AL CONGRESSO DELL’UNI GLOBAL IL VERO VOLTO CARREFOUR”

01/10/2009

1 ottobre 2009

Franco Martini: "Giù la maschera" al congresso dell’UNI Global il vero volto Carrefour"

“Anche in Europa e nel resto del mondo la situazione di Carrefour è delicata” Franco Martini segretario generale della Filcams Cgil, a Dublino in occasione della Conferenza Globale sul Commercio si confronta con i sindacati internazionali e i diversi rapporti con il gruppo francese

“A sentire Jean-Luc Delenne, rappresentante del gruppo Carrefour, alla Conferenza Globale sul Commercio, in corso di svolgimento a Dublino, la grande azienda francese, seconda nella classifica mondiale delle maggiori catene distributive, sembrerebbe un esempio in materia di Responsabilità Sociale di Impresa. Il tema ha occupato la prima giornata dei lavori, ponendo al centro della discussione le vie attraverso le quali percorrere la costruzione di esperienze di cooperazioni strategiche per incorporare il lavoro decente nelle politiche aziendali, monitorare l’implementazione di standard internazionali sul lavoro e sviluppare una buona pratica della CSR (Corporate Social Responsabilità) nelle compagnie multinazionali.

Ma la discussione tra gli esperti è stata seguita, nella seconda giornata, dai lavori delle commissioni. Qui, l’immagine Carrefour, quale esempio di buone pratiche, ha lasciato il posto alla descrizione delle reali condizioni nelle quali il gruppo francese vive il rapporto con i sindacati e, soprattutto, gestisce i piani di ristrutturazione, avviati in molti paesi d’Europa e del mondo. Francesi, Belgi, Spagnoli hanno proiettato un altro film, dove i protagonisti sono lavoratrici e lavoratori coinvolti in ampi processi di ristrutturazione, con la messa in discussione di diritti e condizioni di lavoro.

In questo quadro, è apparsa meno isolata la vicenda italiana, tutt’altro che una eccezione, anche se il Gruppo Carrefour Italia sta portando avanti nel nostro Paese un piano di ristrutturazione tra i più pesanti del continente. Ciò anche in virtù del fatto che l’esperienza sindacale italiana ha consentito attraverso il forte sviluppo della contrattazione aziendale, il raggiungimento di avanzate condizioni di trattamento economico e normativo. Ed è questo il punto fatto oggetto della disdetta del CIA da parte del managment italiano, l’azzeramento delle conquiste e la loro parziale restituzione, centellinata quale concessione aziendale.

Le conclusioni hanno visto il rafforzamento dei rapporti fra i sindacati dei vari Paesi coinvolti dalla ristrutturazione del gruppo, che svilupperanno ulteriormente il coordinamento delle proprie iniziative. Anche in questo quadro, si colloca la presentazione di un ordine del giorno a sostegno della lotta in atto nel nostro Paese, che porterà allo sciopero del 3 ottobre e le numerose testimonianze di solidarietà, che dagli altri sindacati europei accompagneranno l’iniziativa italiana.”