Francia bloccata dalla protesta Oggi la grande sfida a Sarkozy

19/10/2010

La settimana decisiva per le sorti della riforma delle pensioni si è aperta con toni più radicali. Da una parte e dall’altra. Se il governo ha accentuato la linea della fermezza, i sindacati hanno fatto salire l’intensità della protesta. Alla vigilia della giornata di protesta che oggi, per la sesta volta da settembre, porterà in strada centinaia di migliaia di lavoratori, ieri il movimento ha calcato la mano sulla strategia della paralisi. Le rassicurazioni del ministro dei Trasporti
Dominique Bussereau, che ancora in mattinata parlava di una situazione sotto controllo, stonava infatti con le file di automobilisti alle pompe. Frutto del timore diffuso di restare a secco a causa del perdurare della lotta contro la riforma di Sarkozy. Lo sciopero che da venerdì paralizza le 12 raffinerie francesi e il blocco dei depositi ha già provocato la fine della benzina per un migliaio di stazioni di servizio (su 12mila in totale). E se l’oleodotto che approvvigionava gli aeroporti parigini ha ripreso a funzionare scongiurando il caos aereo, a confortare il timore della penuria ci si sono messi invece i camionisti, che da ieri sono ufficialmente entrati in azione. Come preannunciato, tutta la giornata è stata caratterizzata da blocchi del traffico, barriere filtranti e operazioni lumaca che hanno determinato file e ingorghi nei pressi delle zone industriali e delle città. Gli automobilisti si sono fatti chilometri di fila a
Parigi e Lille, e molto probabilmente, avvertono i sindacati, nei prossimi giorni andrà peggio perché i trasportatori s’impegneranno ancor di più nel movimento. Loro sono tra i più penalizzati dall’innalzamento dell’età pensionabile. Si tratta di un lavoro usurante, e, dice la Cfdt, la seconda confederazione di Francia, «il governo non ha voluto tenerne conto e ora si prende la mobilitazione dei trasportatori ». Domenica sera, in prima serata, il premier aveva fatto la voce grossa alla tivù, affermando che «non ci sarà penuria di carburante, perché non lascerò che l’economia soffochi».Se François Fillonpuò mandare le forze dell’ordine a liberare qualche stock di carburante occupato dai manifestanti, poco può, però, contro le azioni dei trasportatori. Tanto che ieri il ministro dell’Interno Brice Hortefeux, invece di continuare a negare l’emergenza, ha saggiamente messo in piedi una cellula di crisi per monitorare ventiquattrore su ventiquattro ogni ettolitro di carburante presente sul territorio.
TENSIONE NELLE SCUOLE
Nei licei la situazione non cambia,ma cresce la tensione con le forze dell’ordine. Anche ieri le scuole occupate erano tra le 260 contate dal ministero dell’Educazione e le 850 dichiarate dei sindacati studenteschi, mentre si sono moltiplicati gli scontri, fortunatamente senza feriti. Se da una parte i liceali denunciano «l’immaturità» del governo che manda le la celere di fronte ai quindicenni, dall’altra la polizia punta il dito contro le infiltrazioni dei casseurs. Ieri ne sono stati fermati 160 dopo che avevo dato fuoco ad auto e cassonetti. «Non c’è nessun motivo per cui fermare il movimento, hanno dichiarato le organizzazioni degli studenti. Con l’assenso dell’opinione pubblica (il 71% di favorevoli per i sondaggi), oggi aumenteranno i disagi nei trasporti pubblici, le ferrovie e negli aeroporti,mail governo, come ha ripetuto Fillon con fermezza, concluderà l’iter della riforma che porta da 60 a 62 l’età pensionabile. Mercoledì il Senato dovrebbe varare il testo, ma per l’Eliseo sarà giovedì la vera giornata decisiva, quando i sindacati dovranno decidere il da farsi. Tra confederazioni che vogliono proseguire la mobilitazione e altre che vorrebbero rendere le armi, l’unità sindacale potrebbe infatti altare in aria.