Franchising: un’isola felice nel commercio

29/09/2003

      DOSSIER
      Lunedí 29 Settembre 2003

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      Franchising
      Un’isola felice nel commercio

      La crescita degli affari supera il 3% e batte la crisi delle vendite al dettaglio

      Vincenzo Chierchia


      Il franchising ha marciato a gambe levate in questi anni. Le stime indicano che il numero dei gruppi che promuovono reti in franchising (franchisor) si attesta oggi intorno a quota 654 (nel 1999 erano poco più di 500), secondo l’Assofranchising (associata Confcommercio). E una ricognizione estensiva della Fif-Confesercenti stima la presenza di ben 753 franchisor. Le rilevazioni sugli addetti registrano che quest’anno verrà sfiorata quota 109mila, mentre gli affiliati (franchisee) si attestano intorno a quota 41.600 unità (dati Assofranchising). Il giro d’affari delle molte strutture di vendita in franchising si aggira intorno ai 15,2 miliardi di euro. Il settore resta dunque in espansione nel complesso anche se il tasso di crescita, a volte anche a due cifre, degli anni scorsi si è un po’ ridimensionato a oltre il 3 per cento. L’Italia oggi è in piena stagnazione, lo sviluppo delle reti commerciali e di servizi ha risentito della situazione economica generale, ma il franchising ha dimostrato di avere una marcia in più. A partire dalla riforma del 1998 i tassi di espansione dei negozi al dettaglio sono ritornati positivi, il saldo annuale tra chiusure e nuove aperture è stato finora positivo, grazie anche al fatto che molti negozianti o operatori hanno individuato nel franchising una opportunità per rilanciare il business. Al tempo stesso il Governo ha deciso di incentivare il franchising e la società Sviluppo Italia è oggi protagonista di un importante pacchetto di investimenti, 160 milioni nei prossimi tre anni, destinato a promuovere l’espansione del commercio in franchising nei prossimi tre anni, nelle aree svantaggiate del Paese. Significativa anche la quota di imprese estere in Italia. I franchisor d’Oltralpe sono 68 per una buona metà provenienti dagli Stati Uniti. Quest’ultimo resta il maggior mercato al mondo per l’affiliazione commerciale con oltre 1.500 gruppi promotori e circa 400mila imprenditori affiliati. Tre le principali associazioni del settore in Italia: Confimprese, Assofranchising e Fif. L’interesse per l’affiliazione resta alto, come rileva una indagine della società di consulenza Infofranchising, e riguarda sia i giovani, ossia il target di popolazione tra i 25 e i 30 anni, ma soprattutto persone intorno ai 50 anni e oltre che intendono svolgere una attività di tipo imprenditoriale nei servizi in collegamento però con reti organizzate di punti vendita. Restano però marcati i divari tra le diverse aree del Paese, una situazione che il programma di Sviluppo Italia dovrà affrontare. Le rilevazioni Assofranchising registrano che, almeno per quanto riguarda i promotori, c’è una massiccia concentrazione nel Nord: nel Nord-Est è stato censito il 22,9% dei franchisor mentre il 45,2% si concentra nel Nord-Ovest. Nel Centro opera il 18,4% mentre nel Sud (isole comprese) si rileva solo il 13,5 per cento. L’indagine ha comunque rilevato che il numero dei franchisor è in crescita al Sud, soprattutto in Campania. In linea di massima si riscontra questo divario anche per la distribuzione degli affiliati e della rete commerciale al dettaglio. Il banco di prova dei prossimi mesi sarà la definizione, attesa peraltro ma molti anni, di una normativa quadro per l’affiliazione commerciale. In marzo il Senato ha approvato il disegno di legge sull’intera materia del franchising. Ora tocca alla Camera. L’obiettivo di fondo è delineare delle regole di maggior trasparenza e garanzia nei rapporti tra franchisor e affiliati, oltre naturalmente a stabilire delle definizioni di carattere generale. Si sta cominciando pertanto a porre dei paletti che dovrebbero svolgere una funzione di garanzia per gli investimenti. Così si stabiliscono regole sulla validazione dell’attività commerciale svolta e proposta dal franchisor. Si prevedono dei tempi di massima per la definizione dei contratti di affiliazione e si individuano le sedi per le eventuali controversie. In linea di massima il tentativo è di importare in Italia principi già sperimentati in altri Paesi.