Franchising, nel 2002 affari per 14,5 miliardi

11/11/2002




            9 novembre 2002

            ITALIA-ECONOMIA


            Franchising, nel 2002 affari per 14,5 miliardi
            Vincenzo Chierchia


            MILANO – Il franchising cresce ma a passo lento. Quest’anno, secondo le stime diffuse ieri dall’Assofranchising alla manifestazione di settore organizzata da Expo-Cts alla Fiera di Milano, i promotori (franchisor) di reti in franchising passeranno da 606 a 621 con un incremento del 2,5%, inferiore ai tassi di crescita sostenuti, rilevati negli ultimi anni. «Il settore ha risentito della crisi internazionale» ha sottolineato Graziano Fiorelli, presidente di Assofranchising. Nel 2002 il numero complessivo degli affiliati (franchisee) è salito a quota 38.954 con un incremento netto di 2.407 unità rispetto ai livelli del 2001 (+6,6%). Il numero degli addetti impiegati nel sistema franchising nel suo complesso ha superato quota 100mila. L’indagine ha infatti censito 104.757 addetti con un aumento di 5.739 unità rispetto al 2001 (+5,8%). Il giro d’affari del sistema franchising ha raggiunto i 14.539 milioni di euro con un incremento del 5% rispetto all’anno scorso. Nell’arco di 12 anni – rileva inoltre l’indagine – il numero dei franchisor è quasi triplicato. Il numero di reti franchising italiane all’estero ha raggiunto quota 82, mentre in Italia operano oggi 64 catene straniere, cinque in meno rispetto al 2001. La maggior parte delle reti straniere in Italia (27) è di origine Usa; seguono Francia (14) e Gran Bretagna (7). La necessità di rilanciare il sostegno pubblico allo sviluppo di reti in franchising è stato poi più volte sottolineato nel corso degli incontri promossi ieri da Assofranchising e Confimprese. In Parlamento giacciono dei progetti di regolamentazione sul settore. Confimprese è da tempo impegnata sul fronte della promozione del franchising al Sud nell’ambito dei piani varati tempo addietro dal Governo e gestiti da Sviluppo Italia. Il confronto promosso da Confimprese ha poi messo in rilievo l’elevato interesse delle imprese industriali a sviluppare le attività commerciali con reti di vendita in franchising. «L’anno prossimo la rassegna sul franchising sarà rinnovata e notevolmente ampliata» dice Adalberto Corsi presidente Expo cts. I negozi. Presentato ieri al salone del franchising anche il rapporto della Fimaa Milano sugli immobili commerciali nel capoluogo lombardo. Il Salone ospita infatti anche una Borsa dell’immobile commerciale, organizzata dalla Fimaa. Nel 2002 Milano – secondo una ricognizione del Comune – ha registrato 1.601 aperture di nuovi negozi e 936 chiusure. Gli esercizi in attività sono 23.076, di cui 4.211 alimentari. Si registrano poi 7.702 pubblici esercizi, di questi 1.785 hanno l’intrattenimento come attività prevalente. Il numero dei pubblici esercizi (al netto dell’intrattenimento) è in crescita: il saldo segna +15, a fronte di 33 chiusure e 48 aperture. L’indagine Fimaa ha rilevato che a Milano il dinamismo innescato dalla riforma nazionale del commercio si sta attenuando. Per quanto riguarda i pubblici esercizi, c’è un forte interesse degli stranieri, soprattutto cinesi, per la ristorazione. Stabili i valori di mercato delle edicole: secondo la Fimaa il mercato ha già scontato la liberalizzazione. Per quanto riguarda i negozi è emersa una massiccia domanda di panetterie, che ha fatto crescere i valori delle aziende. Offerta scarsa e molta richiesta (da parte di gruppi esteri) per gli alberghi. Domanda alta anche per i negozi di abbigliamento e accessori moda, o per centri estetici e parrucchieri.