“ForzaSpioni” Il Cavalier Bandana e il re degli sceriffi

22/03/2006
    N.11 anno LII – 23 marzo 2006

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        Primo piano/Veleni d’Italia

          Il Cavalier Bandana e il re degli sceriffi

          Appalti, lottizzazioni, cene con i politici. Le telefonate dell’estate sarda di Di Ganci, magnate della security

          di Leo Sisti

            Ferragosto 2004. Sardegna. � l’estate della bandana. Silvio Berlusconi si aggira in Costa Smeralda in compagnia del leader inglese Tony Blair nascondendo la testa con un vistoso copricapo ‘alla corsara’: deve celare una recentissima operazione chirurgica per rimediare ai guasti estetici della calvizie. Alle 7,53 del 18 agosto Salvatore Di Gangi, boss di aziende della sicurezza, annuncia a un amico sardo che "deve vedere il presidente (Berlusconi), che lo aveva invitato alla sua festa, ma che lui stasera non pu� perch� ha la cena con i deputati sardi di Forza Italia e quindi Di Gangi si recher� da lui dopo la festa". Quel giorno Di Gangi non sa che il suo cellulare � intercettato dagli investigatori della Procura di Milano, che indagano su di lui per appalti truccati nella vigilanza delle caserme dell’Esercito e che oggi stanno lavorando sul nuovo filone aperto con le spiate contro la Mussolini e Marrazzo.

            Di Gangi, siciliano di Canicatt�, ha condanne per abusi edilizi e qualche legame con un cassiere della banda della Magliana. Due suoi fratelli hanno precedenti penali. Lui, con la sua societ� Sipro, rilevata nel ’94 da un imprenditore iscritto alla P2 di Licio Gelli, vince gare alle Poste o alla Difesa. Inoltre non si accontenta del suo business di microspie e bonifiche telefoniche. No. Vuole anche costruire ville di lusso a Costa Rei, bellissime spiagge della Sardegna orientale, 80 chilometri da Cagliari: per realizzare la ‘Nuova Porto Rotondo’. E ora, nell’estate di due anni fa, Di Gangi sembra a un passo dal grande colpo, cio� avvicinare Berlusconi, come annotano gli operatori che raccolgono le sue parole: "Di Gangi suppone che Berlusconi voglia farlo riappacificare con alcuni deputati di Forza Italia con i quali Di Gangi aveva litigato". Qui finisce l’accenno a Silvio Berlusconi: una conversazione riassunta dagli investigatori nelle 67 pagine di brogliacci a disposizione dei pm Fabio Napoleone, Maria Letizia Mannella e Stefano Civardi.

            Naturalmente il re dei vigilantes pu� soltanto millantare e raccontar balle al suo interlocutore. Anche se, riferiscono le cronache sarde, quella sera del 18 agosto a Villa Certosa, a Porto Rotondo, il presidente del Consiglio ha dato una grande festa con la partecipazione di ministri e uomini di Forza Italia.

            Eppure Di Gangi ha conoscenze altolocate, come risulta dai dialoghi registrati dai suoi telefoni. � in affari con Giovan Battista Papello, consigliere di amministrazione dell’Anas, vicino a uomini di spicco di An, tra questi Maurizio Gasparri. Alle 19,56 del 22 luglio 2004 chiama infatti proprio ‘Gianni’ Papello. "I due", viene riportato nei brogliacci, "parlano di trattative per la cessione della societ�". Quale? Non viene indicato. � certo per� che i due sono interessati a una impresa informatica, nata con i contributi dell’Ue e della Regione Calabria, una vicenda finita nel mirino dei pm di Catanzaro. E dietro questa iniziativa ci sono, oltre a Di Gangi, lo stesso Papello, ma anche Fabio Schettini, gi� capo della segreteria dell’ex ministro degli Esteri Franco Frattini, ora vicepresidente della Commissione europea a Bruxelles. E perfino il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, indagato insieme agli altri tre.

            A casa di Papello, ex massone dichiarato, vengono fatte scoperte interessanti durante un blitz dei carabinieri del novembre scorso: diamanti, opere d’arte, foto dello stato maggiore di An su un’imbarcazione battente bandiera inglese e un numero di conto corrente della tesoreria del partito di Gianfranco Fini. Di pi�. Vengono rinvenuti anche dei fogli che contengono le trascrizioni di intercettazioni illegali del 15 novembre 2004. Di chi? Sono telefonate tra il segretario dei Ds Piero Fassino e il presidente dell’Anas Vincenzo Pozzi. Come quei testi siano arrivati da Papello non si sa. Lui si � difeso sostenendo: "Li ho ricevuti in busta anonima".

            Salvatore Di Gangi e Fabio Schettini chiacchierano molto al telefono. Il 31 luglio 2004 se la prendono con un "mascalzone", non identificato, al quale "all’Anas non fanno pi� toccare una carta e che potrebbe fare solo il cameriere a Gianfranco Fini quando lo portava in barca". Tra luglio e settembre i due sono lanciatissimi. Si sentono spesso perch� hanno in ballo la possibile acquisizione della Augustus Color, uno storico stabilimento romano di sviluppo fotografico che si occupa anche di cinema e tv e che si trovava un po’ in difficolt�. E ne discutono con il presidente Giacomo Pelliccia. Tirano in ballo la Regione Calabria coinvolgendo nel negoziato Stefano Torda, direttore generale del Dipartimento attivit� produttive. Discutono di soldi, di anticipi di 300 mila euro. Poi dell’affare, nelle intercettazioni, si perdono le tracce.

            Di Gangi � un fiume in piena. Tra l’estate e l’autunno del 2004 ha frequenti rapporti con alti dirigenti dell’Impregilo, allora controllata dalla famiglia di Cesare Romiti. Viene cos� consultato quando il discusso finanziere Alessandro Benedetti propone proprio a Romiti di rilevare la compagnia telefonica Wind, poi passata all’egiziano Sawiris. Ma Di Gangi, su Benedetti, avverte di "stargli alla larga. � una ‘sola’, che si vanta di avere delle conoscenze nel Mossad israeliano, ma � tutto falso".

            Poi aggancia Giulio Gargano, allora assessore ai Trasporti e Lavori pubblici della Regione Lazio (giunta Storace). Il 17 agosto i due si devono incontrare in Sardegna, al Forte Village di Pula. E, si legge nei brogliacci, "andranno insieme a Castiada per parlare con il sindaco, con il quale andranno a vedere i terreni che interessano a Di Gangi". Quello stesso giorno lo cerca al telefono, dal ministero degli Esteri, Fabio Schettini. E Di Ganci lo informa che "andr� a vicino a Villasimius per poi costruire con degli amici delle ville con piscina. Il tutto con dieci amici a prova di bomba".

            Il giorno dopo, alle 12,31, il boss della security chiama il fratello Aldo, gli spiega i i progetti che intende esporre a degli amministratori locali e anche a un consigliere regionale di Forza Italia, Gianni Giovannelli. A coronamento di una giornata intensa la sera di quel 18 agosto avrebbe dovuto intervenire alla festa di Silvio Berlusconi in versione ‘bandana’. A detta sua, ovviamente.