“ForzaSpioni” Generale fiamma grigia

22/03/2006
    N.11 anno LII – 23 marzo 2006

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        Primo piano/Veleni d’Italia

          Generale fiamma grigia

          Il suo biglietto da visita vicino alle registrazioni clandestine di Fassino. I suoi rapporti con boiardi e banchieri. Storia di Walter Cretella al vertice dell’ufficio informazioni

          di Francesco Bonazzi e Marco Lillo

            I carabinieri non credevano ai loro occhi. Tra un grembiulino da massone, un conto corrente di Alleanza nazionale e alcune intercettazioni illegali di telefonate del segretario ds Piero Fassino con il presidente dell’Anas, Vincenzo Pozzi, c’era anche il biglietto da visita di un pezzo grosso della Finanza. La casa perquisita nel maggio scorso era quella di Giovambattista Papello, consigliere Anas in quota An. Il biglietto da visita apparteneva al generale Walter Cretella Lombardo, comandante del II Reparto della Guardia di finanza. Ovvero l’ufficio pi� delicato delle Fiamme gialle, quello attraverso cui passano tutti i dossier pi� scottanti. Cos�, dopo anni di riservatezza totale, negli ultimi tre mesi il nome del vecchio Ufficio ‘I’ (dove la ‘I’ sta per ‘Informazioni’) � rimbalzato pi� volte sulle pagine dei giornali negli articoli sulle fughe di notizie nell’inchiesta Unipol e sul ‘Lazio-gate’.

            E sabato 11 marzo, il fatto che i due sottufficiali della Finanza accusati di indagini illegali sul conto di Piero Marrazzo facciano parte di quel reparto ha addirittura costretto la Finanza a emettere una nota per raccontare che "il II Reparto � un’articolazione interna del Comando generale, da cui non dipendono strutture operative dedicate all’informazione sul territorio. Esso � soltanto deputato alla collaborazione internazionale e all’interscambio con organi di polizia di altri paesi". Insomma, solo rapporti con ambasciate e polizie estere? A guardare gli atti delle inchieste nelle quali il nome di Cretella, a torto o a ragione, � stato tirato in ballo, viene qualche dubbio.

            Nell’elenco stilato dai carabinieri degli oggetti sequestrati a casa Papello, subito prima delle intercettazioni di Fassino, si legge: "Foglio A4 contenente alcuni biglietti da visita e coordinate bancarie del conto corrente intestato ad Alleanza nazionale". ‘L’espresso’ ha avuto modo di visionare quel foglio. E impressiona vedere il biglietto del ‘Gen. Prof. Walter Cretella Lombardo’, con i titoli onorifici signorilmente sbarrati e il numero di cellulare aggiunto a penna. Nel loro decreto, i pm della Procura di Catanzaro, Luigi De Magistris e Isabella De Angelis, annotano: "Trattasi di cose pertinenti ai reati per cui si procede e necessarie ai fini probatori, sia con riguardo alle modalit� di conservazione dei biglietti da visita, sia perch� necessari a ricostruire i rapporti tra soggetti coinvolti e persone in corso di identificazione". L’indagine calabrese non riguarda soltanto un intricato giro di appalti pubblici, truffe alla Pubblica amministrazione e finanziamenti sospetti a esponenti politici della Casa delle libert�, ma sta portando alla luce anche attivit� di spionaggio politico. Non a caso i pm calabresi nelle settimane scorse sono volati a Milano per scambiare informazioni con i colleghi lombardi che indagano sullo scandalo degli investigatori privati e sulla fuga di notizie relativa alla telefonata di Fassino (con l’ex capo dell’Unipol Giovanni Consorte) pubblicata dal ‘Giornale’ di Berlusconi. Anche nel caso Unipol, i giornali hanno citato Cretella e i gli uomini del suo reparto tra la cerchia ristretta delle persone che avrebbero avuto accesso a quella telefonata scottante e mai trascritta.

            Gi� nel 2003 il nome di Cretella era stato tirato in ballo per una presunta fuga di notizie. Quella volta era per un’indagine antimafia. Il generale era stato intercettato insieme a un avvocato, Giovanni Bruno, che – nell’ipotesi accusatoria – cercava notizie. Bruno � un amico di famiglia, calabrese anche lui e con una sorella, assai stimata da Cretella, che quando era tenente della Finanza si � occupata dell’inchiesta Cirio-Banca di Roma. E ora � passata ai servizi di sicurezza. La posizione di Giovanni Bruno e del generale � poi stata archiviata dalla Procura di Catanzaro ma, secondo quanto risulta a ‘L’espresso’, quelle telefonate sono finite al vaglio della Procura di Roma e del Tribunale dei ministri in una terza inchiesta che riguarda il commissariamento del gruppo Eldo (elettronica di consumo) assegnato all’avvocato Bruno da Antonio Marzano. L’ex ministro � indagato per abuso d’ufficio, mentre Cretella ha ricevuto pochi mesi fa una comunicazione nella quale i pm lo informano che ci sono carte che lo riguardano al Tribunale dei ministri.

            Nei mesi scorsi, ai piani alti del Comando generale, il nome di Cretella � rimbalzato di bocca in bocca anche per una spy-story tutta da raccontare. Due agenti dei Nocs della Polizia, sotto la regia di una improbabile Mata Hari calabrese di nome Beatrice La Neve, organizzano un sequestro di persona e cercano di coinvolgere la Guardia di finanza in una ‘stangata’ ai danni della ‘ndrangheta. Il trio prima si offre alla malavita per riciclare 5 miliardi di lire, poi si presenta alle Fiamme gialle per consegnare gi� belli ‘impacchettati’ soldi e malavitosi, non senza aver trattenuto prima qualche miliarduccio. Ovviamente per fare un’operazione simile bisogna avere le conoscenze giuste. E infatti Beatrice La Neve, al telefono, si vanta di avere un generale dalla sua. Nell’ordinanza di custodia cautelare che nel luglio scorso ha portato in carcere la donna, si riassume il contenuto di una telefonata del 7 dicembre 2004 in cui la donna cerca di convincere un colonnello della Finanza a fare la ‘brillante’ operazione: "Beatrice dice che Walter l’ha gi� inserita (come informatrice, ndr) con il nome in codice di ‘fonte brava’ e gli detta il numero di cellulare del ‘grande capo’: 348…". Lo stesso che ricomparir� sul biglietto da visita del generale ritrovato a casa Papello.

            Nessuna di queste vicende � mai sfociata in guai giudizari per Cretella n� gli � mai costata una qualsiasi reprimenda dai suoi capi.

            Resta il fatto che � dai tempi della P2 che l’Ufficio ‘I’ non finiva tanto sui giornali. Anche la sua ristrutturazione, con il secondo governo Berlusconi, � passata inosservata. Sull’onda dell’11 settembre, il governo ha riportato le unit� periferiche del reparto sotto il controllo dei comandi provinciali. In realt�, sulla vera ragione della ristrutturazione circolano altre due versioni. La prima sostiene che l’ufficio milanese del II Reparto si fosse messo a indagare autonomamente su qualche societ� della galassia Fininvest. La seconda arriva dai piani alti del ministero dell’Economia e narra di un Giulio Tremonti preoccupato da possibili attivit� ‘deviate’ sui politici. Comunque sia, nel 2003 inizia l’era Cretella, considerato un fedelissimo di Niccol� Pollari, l’ex generale della Finanza che oggi guida il Sismi.

            Passa un anno e il senatore diessino Massimo Brutti butta l�: "Il II Reparto della Finanza, contrariamente a quanto avviene per altri corpi, non distrugge i documenti acquisiti". Ai primi di gennaio del 2006, quando ‘Il Giornale’ pubblica il testo della telefonata tra Fassino e Consorte, Brutti attacca: "Berlusconi si avvale con ogni probabilit� dell’attivit� di pubblici ufficiali infedeli e, riteniamo, di investigatori privati alla ricerca di veleni per la campagna elettorale". In quei giorni, il nome di Cretella finisce sui giornali, ma lui continua a godere della stima del comandante generale Roberto Speciale e di parecchi potenti. Dal presidente di Capitalia Cesare Geronzi al patr�n degli industriali laziali Giancarlo Elia Valori, suo vicino di casa a Trastevere. Rapporti che possono creare qualche invidia. Il mese scorso, ad esempio, una cena a tre Geronzi-Cretella-Pollari ha scatenato una ridda di pettegolezzi. Proprio in quei giorni, mentre i giornali tiravano in ballo Cretella nella vicenda Unipol, il Comando generale lo ha promosso generale di divisione. Cos� Cretella abbandoner� il II reparto con tutti gli onori. Chiss� se gli mancheranno le "collaborazioni internazionali".