“ForzaSpioni” Ciccio Connection

22/03/2006
    N.11 anno LII – 23 marzo 2006

      Pagina 35

        Primo piano/Veleni d’Italia

          Ciccio Connection


          di Marco Lillo

            Porta a Latina e a un cellulare fantasma l’inchiesta Laziogate. Tra le tante telefonate dello spione Pierpaolo Pasqua una � diversa dalle altre. All’alba del 3 marzo 2005, due giorni prima della scadenza per la presentazione delle liste, un telefonino chiama Pasqua: "Ho concluso, ne ho fatte 40 per 80". Pasqua esulta: "Sono 3.200 nomi invalidi: sono sufficienti. Perfetto". Quell’uomo probabilmente sta preparando firme false per sabotare la lista di Alessandra Mussolini alle regionali. Chi �? A questa domanda � appeso il destino politico di Storace, detto ‘Ciccio’ dall’amico di militanza Pasqua. Questo, secondo gli investigatori, potrebbe essere il film di quella notte: ‘l’uomo del telefonino’ prepara i fogli con i nomi falsi. Alle 4 di mattina consegna il malloppo davanti alla Regione a Pasqua che lo infila di nascosto nella sede di Alternativa Sociale, tra gli elenchi raccolti dai militanti. Attenzione per�: l’uomo del telefonino non � uno qualsiasi. Usa un cellulare della Regione. I carabinieri hanno chiesto al responsabile degli acquisti il suo nome. La risposta � stata sorprendente: "Quel cellulare � intestato alla Regione ma fa parte di una centralina in uso alla Apt di Latina". A ‘L’espresso’ per� risulta che si tratterebbe di una intestazione fittizia: "Abbiamo solo due telefonini Tim", dichiara il direttore dell’Apt, azienda di promozione turistica, Pier Giacomo Sottoriva, "la Regione non ci ha mai assegnato quel Vodafone". Ad aumentare i sospetti c’� un altro fatto: a ‘L’espresso’ risulta che quel cellulare � stato attivato il 16 febbraio 2005, a poche settimane dalle elezioni. Chi lo usava il 3 marzo probabilmente non lo ha scelto a caso. Strano destino quello dei telefonini dello staff di Storace. Per esempio, il suo portavoce Nicol� Accame per parlare con Pasqua usava un cellulare intestato al Cur, un centro ricerche che si dimostra uno snodo fondamentale nella campagna di condizionamento del voto dello staff di Storace. Il Cur nel 2004 ha ricevuto 180 mila euro dalla presidenza della Regione per "monitoraggio dell’opinione pubblica", 70 mila da un assessorato per un dossier agricolo, pi� 65 mila nel 2003. Non ci si pu� stupire se poi Accame usava proprio il telefonino del Cur per le chiamate pi� delicate. N� sorprende che il Cur, sotto elezioni, sfornasse sondaggi per ‘Il Tempo’, ‘Il Velino’ e ‘Il Messaggero’. Erano gli unici a dare vincente il presidente uscente. A essere maliziosi si potrebbe pensare che Storace usasse i soldi della Regione per finanziare ricerche inutili del Cur. E che poi questo centro, oltre a prestare i suoi cellulari per le operazioni delicate, all’occasione facesse sondaggi tanto positivi quanto infondati. Il rapporto di certo era molto stretto. Pierluigi Sassi, amministratore del Cur, si vedeva spesso negli uffici di Storace. Chiss� se � proprio lui quel Pierluigi che – quando non c’era Accame – va a prendere lo spione Pasqua all’entrata della Regione, permettendogli cos� di entrare senza controlli