“ForzaSpioni” Big Brother sa dove sei

22/03/2006
    N.11 anno LII – 23 marzo 2006

      Pagina 45/46

        Primo piano/Veleni d’Italia

          Big Brother sa dove sei

          Chi porta con s� un cellulare, presto potr� essere localizzato in ogni momento. Anche a sua insaputa. Grazie ai nuovi metodi di rintracciabilit� elettronica

          di Federico Ferrazza

            l cellulare, l’oggetto che pi� di ogni altro ci portiamo in tasca o nella borsa, pu� violare la nostra privacy anche se non viene intercettato. E perfino se non telefoniamo. Sempre pi� evoluti e diffusi sono infatti i servizi che consentono la localizzazione dei cellulari: vale a dire, qualcuno pu� scoprire dove ci troviamo in ogni momento attraverso il nostro portatile. E il rischio � che questi strumenti di controllo siano utilizzati non solo dalla polizia o dalla magistratura (il che gi� pu� essere assai inquietante) ma anche da aziende, per spiare i concorrenti se non addirittura i propri dipendenti. Uno scenario fantascientifico? Mica tanto. Basta pensare che gi� da qualche mese, in Gran Bretagna, tutti i sudditi di Sua Maest� – purch� possessori di un telefonino – possono essere spiati da chiunque. Naturalmente il servizio �, in teoria, su base volontaria: � il proprietario del cellulare a rendersi localizzabile, magari per paura di rapimenti o per tranquillizzare un partner geloso. Ma in pratica, basta impadronirsi per qualche minuto del telefonino (o della scheda Sim) di qualcuno, e da quel momento lo si pu� monitorare. Il servizio � fornito da un’azienda dal nome neanche tanto in codice: FollowUs, ‘Seguici’. Basta andare in Rete al sito della societ� (www.followus.co.uk) e si registra la scheda. Da quel momento tutti gli spostamenti di quel cellulare sono sotto controllo e si possono monitorare da qualsiasi computer abbia un accesso a Internet. "Tutto regolare", dicono dalla FollowUs. Anche perch� come ha spiegato alla Reuters Kevin Brown, direttore dell’azienda: "Secondo le leggi governative, inviamo degli avvisi ad ogni telefono che tracciamo, informando gli utenti che sono monitorati". Vero. Peccato che i 18 sms (previsti da una disposizione del ministero degli Interni) che in un anno FollowUs manda al cellulare spiato (fornendo il Pin del servizio o la possibilit� di disattivarlo in alcuni orari della giornata) possono essere disattivati dopo il primo messaggino. Che arriva dopo solo cinque minuti dalla registrazione, cio� quando verosimilmente il telefonino � ancora nelle mani di chi vuole spiarlo. Com’� evidente, un sistema di questo tipo fornisce uno strumento alle aziende che vogliono ‘pedinare’ un proprio manager: basta fornirgli come benefit un telefonino aziendale collegato a FollowUs.

            In Gran Bretagna il servizio (al quale sono gi� abbonati pi� di 55 mila clienti e il cui costo parte da 14,99 sterline, poco pi� di 20 euro) funziona sulle reti dei principali operatori di telefonia mobile (T-Mobile, 02, Orange e Vodafone) e, per ora, � attivo solo Oltremanica: in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord. A chi solleva dubbi sulla legittimit� e legalit� di Fol lowUs (che nel Regno Unito ha diversi concorrenti, come per esempio World Tracker che ha annunciato che presto porter� il servizio anche in Germania, Spagna, Norvegia e Stati Uniti), Brown risponde che "un impiegato deve consentire la tracciabilit� del suo cellulare. Alcune societ� vogliono mantenere un occhio sullo staff. Molti boss si sentono in obbligo di sapere dove si trovano i dipendenti in caso di emergenza, soprattutto dopo quello che � successo lo scorso 7 luglio (giorno dell’attentato terroristico alla metropolitana di Londra, ndr)". Il problema � che FollowUs, la cui accuratezza del segnale va dai 100 metri in citt� fino al chilometro fuori i centri abitati, non vende solo ad aziende private ma anche ai singoli cittadini.

            La questione privacy legata ai telefonini � ormai calda in tutto il mondo. Ancor di pi� in alcuni paesi dove diversi governi sono stati accusati di controllare le conversazioni telefoniche dei cittadini. Ultima in ordine di tempo � stata la Corea del Sud, che lo scorso anno ha dovuto smentire le accuse anche se per bocca del ministro dell’informazione Chin Dae-je ha comunque dovuto ammettere che "in teoria � possibile spiare tutte le conversazioni tra telefonini". In Italia, stando al ‘Codice in materia di protezione dei dati personali’, un servizio simile a FollowUs � consentito. Al primo comma l’articolo 126 dice infatti che "i dati relativi all’ubicazione diversi dai dati relativi al traffico, riferiti agli utenti o agli abbonati di reti pubbliche di comunicazione o di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, possono essere trattati solo se anonimi o se l’utente o l’abbonato ha manifestato previamente il proprio consenso, revocabile in ogni momento". Ma la questione � proprio questa. Il consenso, nel caso dei cellulari, lo pu� dare anche chi ha intenzione di spiare. Ecco perch� oltre alla necessit� di regole "occorre che i provider siano il pi� possibile trasparenti nel fornire nuovi servizi agli utenti e i cittadini siano perfettamente a conoscenza delle tecnologie che usano", dice Francesco Pizzetti, garante della privacy: "Le regole, da sole, non possono impedire che si commettano reati". Per quanto riguarda i lavoratori, invece, "in Italia la loro localizzazione da parte del datore non � consentita, a meno che non ci si trovi in una situazione di pericolo per il dipendente, che in ogni caso deve dare il suo consenso", continua Pizzetti. Di servizi del genere, qualcuno esiste anche in Italia e non solo legato ai telefonini, ma anche, per esempio ai navigatori satellitari montati sulle auto dei lavoratori per essere monitorate dalla sede dell’azienda.

            Un serio pericolo per la privacy lo stanno ponendo poi molti dei nuovi cellulari che negli ultimi mesi si stanno affacciando sul mercato. Niente di particolarmente evoluto dal punto di vista tecnologico, ma basta una piccola aggiunta (gi� di serie) per trasformare i telefonini in veri e propri apparecchi con cui si viene monitorati. La tecnologia si chiama A-Gps (Assisted Global Positioning System) e in pratica si tratta di un sistema che riesce a fondere le informazioni provenienti dalla cella in cui sta operando il telefonino e da un ricevitore Gps montato all’interno del terminale. Per ora i servizi proposti dagli operatori offrono solamente una navigazione satellitare pi� accurata, ma non � da escludere che in futuro possano essere usati per pubblicit� mirate (per esempio se si passa accanto a un ristorante arriva sul telefonino un sms che indica la sua presenza) o per il monitoraggio di persone.

            Al di l� di questi scenari, comunque, nel nostro paese non � difficile trasformarsi in uno 007 amatoriale. Per farlo nel modo pi� semplice, riservato e veloce basta andare su un qualsiasi motore di ricerca e digitare le parole ‘cellulare’ e ‘spia’. Il risultato sar� una serie di siti che offrono telefonini che "all’insaputa di chi li usa possono, se chiamati da un numero predefinito, trasformarsi in sensibilissimi microfoni ambientali. Apparentemente sono normalissimi telefoni cellulari, possono ricevere e chiamare e la distanza di trasmissione � naturalmente illimitata". I microfoni di cui sono dotati sono ipersensibili e consentono di ascoltare nel raggio di circa 4-5 metri. "E quando lo ‘spy phone’ riceve una chiamata, automaticamente, e senza modificare il proprio aspetto visivo e acustico, attiva un sensibilissimo microfono ambientale. Da quel momento � in grado di trasmettere chiaramente tutti i suoni ambientali a distanza illimitata". Costo? A partire da circa 500 euro, fino a pi� di mille.