Forza Italia lancia lo Statuto del lavoro

20/12/2000

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Mercoledì 20 Dicembre 2000
italia – lavoro
Forza Italia lancia lo Statuto del lavoro

ROMAUno «Statuto del lavoro» che rappresenti il motore trainante di una nuova stagione di diritto del lavoro in grado di superare le discrasie esistenti nell’attuale legislazione. È questo l’obiettivo in vista del quale Renato Brunetta e Franco Frattini, esponenti di Forza Italia, hanno messo a punto un manifesto politico che vuole diventare un vero e proprio programma di politica attiva del lavoro per i prossimi anni. Questa mattina ne discuteranno in un albergo romano con un elevato numero di esponenti della politica, dell’economia, del sindacato. Saranno presenti tra gli altri Giovanni Alemanno, Paolo Baretta, Marco Biagi, Franco Carinci, Maurizio Castro, Antonio Foccillo, Guidalberto Guidi, Antonio Martone, Antonio Marzano, Giancarlo Pagliarini, Maurizio Sacconi.

L’analisi di Brunetta e Frattini parte dalle attuali difficoltà, a loro avviso un vero «fallimento delle politiche sociali e del lavoro» di questi anni. Una popolazione che invecchia più che altrove, un tasso di occupazione troppo basso, una pesante tasso di disoccupazione di lunga durata, una bassa partecipazione giovanile alle attività educative, una disoccupazione concentrata nel Mezzogiorno, un’economia sommersa doppia rispetto agli altri paesi industrializzati, un tasso di povertà in crescita, il risparmio delle famiglie in accelerato ridimensionamento. Sono questi gli elementi di un vero e proprio «circolo vizioso» fatto di alta pressione fiscale, basso tasso di crescita, alto debito pubblico e disavanzi crescenti nella spesa del welfare, dal quale i due esponenti politici credono si debba cercare di uscire velocemente.

Per cogliere questo risultato a loro avviso è necessario cercare una profonda revisione del diritto del lavoro e per questo hanno messo a fuoco una elevata serie di interventi che credono dovrebbero essere progressivamente realizzati nei prossimi anni. Principii, scrivono, «chiari, essenziali e affidabili» per una «regolazione sempre più contrattuale, flessibile, dinamica e adattiva». Il primo di questi interventi dovrebbe essere quello di affermare la centralità nell’organizzazione del mercato del lavoro della formazione, iniziale e continua. Andrebbe poi riformato l’istituto del licenziamento, valorizzando la costituzione di collegi di conciliazione e arbitrato e riconsiderando il regime di reintegrazione nel posto di lavoro a seguito di un licenziamento illegittimo.

L’autonomia contrattuale delle parti dovrebbe essere valorizzata, sia a livello collettivo sia a quello individuale, limitando l’area dell’intervento diretto del legislatore a un nucleo essenziale e inviolabile di garanzie generali e diritti minimi. Questo dovrebbe avvenire nell’ambito di un «federalismo contrattuale» articolato su un ambito nazionale, ma con un decentramento guidato per consentire un adeguamento alle diverse condizioni all’insegna di una maggiore flessibilità salariale e una più efficiente organizzazione del lavoro, cercando anche una maggiore individualizzazione nei rapporti di lavoro.

Nel campo previdenziale il manifesto di Brunetta e Frattini prevede il progressivo passaggio a un sistema misto che distribuisca il rischio tra il metodo a ripartizione e quello a capitalizzazione nella determinazione del trattamento pensionistico, da perseguire attraverso un irrobustimento della previdenza complementare. Ancora, è prevista la promozione e l’incentivazione dell’adozione di «statuti di partecipazione», accompagnando la crescente componente flessibile della retribuzione con il diritto dei lavoratori a conoscere preventivamente i bilanci e a partecipare alle scelte strategiche.

Massimo Mascini