Forum Economico Mondiale: il sindacato internazionale chiede posti di lavoro, crescita ed equità

Forum Economico Mondiale:
il sindacato internazionale chiede ai “leaders”, riuniti a Davos, posti di lavoro, crescita ed equità

26/01/2012

Il movimento sindacale internazionale presenta al Forum Economico Mondiale di Davos una sua proposta per la riforma dell’economia globale, articolata in cinque principi per affrontare le attuali sfide economiche. Rivolgendosi ai Leaders politici ed economici, il movimento sindacale internazionale chiede che l’occupazione e la crescita siano al centro dei piani per riavviare l’economia mondiale.

Sharan Burrow, Segretario Generale della Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC-CSI), sostiene che sfide economiche pervasive hanno invaso tutte le aree della vita lavorativa, dai giovani che si trovano nell’impossibilità di trovare il loro primo lavoro, ai genitori che lottano contro le disuguaglianze e agli anziani che lottano per sopravvivere con pensioni sempre più magre. “Negli ultimi trenta anni, le disparità salariali hanno registrato una crescita in 17 dei 24 paesi dell’area OCSE, per i quali abbiamo a disposizione i dati. Con l’aumento della disoccupazione e la stagnazione dei salari, ci troviamo seduti su una bomba a orologeria sociale” aggiunge John Evans, Segretario Generale del TUAC (Comitato Consultivo Sindacale) presso l’OCSE. “A Davos, questa settimana, spingiamo per reinserire le persone nel nostro sistema economico. Perché sono i lavoratori in attività che porteranno l’economia globale fuori dalla crisi”, ribadisce Sharan Burrow.

I cinque principi sindacali per la crescita comprendono:

    1.Occupazione – Il 2% del PIL investito per cinque anni nella “green economy”, in sei settori di dodici paesi, può creare più di 55 milioni di posti di lavoro sostenibili e dignitosi.
    2.Protezione sociale, domanda sostenibile e lavoro dignitoso – Dovrebbero includere uno zoccolo di protezione sociale in ogni paese, con un fondo globale per rilanciare lo sviluppo nei paesi più poveri, salari minimi con i quali si possa vivere dignitosamente e un allargamento della contrattazione collettiva per assicurare condizioni lavorative giuste.
    3.Regolamentazione finanziaria – I Governi devono trovare una posizione comune a difesa della “economia reale”, vietando lo “High Frequency Trading” algoritmico, regolando le agenzie di rating e chiedendo la trasparenza del sistema bancario ombra – gli hedge funds e i veicoli di investimento che effettuano transazioni per migliaia di miliardi di dollari, ma che ricadono al di fuori dei sistemi di regolamentazione.
    4.Tassazione giusta e progressiva – È tempo di riparare i bilanci dei governi con il giusto contributo di coloro i quali possono permettersi di pagare: facendo pagare alle aziende le loro giuste quote, attuando urgentemente una Tassa sulle Transazioni Finanziarie (FTT) su larga scala per ridurre la speculazione e fornire una nuova fonte di finanziamento per i Governi, da investire in servizi pubblici, protezione sociale e sviluppo.
    5.Azione sul clima – I Governi devono trovare la volontà politica necessaria a salvare il futuro dei nostri figli, riducendo del 25-40%, entro il 2020, le emissioni dei paesi industrializzati, realizzando un fondo per il “green climate” ed assicurando una giusta transizione per i lavoratori e le comunità.

    A cura di: Leopoldo Tartaglia