“Forte e orgogliosa, la Roma delle donne”

14/02/2011


In duecentomila alla manifestazione. Le storie di studentesse, precarie, pensionati

Roma – L´unico rammarico per i partecipanti, forse, è stata la scelta di piazza del Popolo, che alla fine si è rivelata fin troppo piccola per contenere tutti. Perché a raccogliere l´invito del comitato "Se non ora, quando?" ieri sono stati davvero in molti. Una folla colorata (quasi 200mila persone) festosa a dispetto di chi ipotizzava un´adesione "moderata", tagliata fuori però dalla rete telefonica che è andata in tilt per tre ore lasciando muti tutti i cellulari. Una «Roma bellissima di donne, uomini, ragazzi e ragazze. Diverse generazioni, unite da idee e valori. Una Roma forte, orgogliosa, civile che ha una grande voglia di vivere», come ha commentato Nicola Zingaretti, il presidente della Provincia. Ed è in questo scenario di «festa con la testa», come l´ha definita Marco, un 25enne con la fidanzata al seguito, che si sono mossi per tre ore gli animi di chi è sceso in piazza per chiedere maggiore dignità per le donne dopo il caso Ruby. Come Valeria, 31 anni, laureata in Beni culturali, tre giorni a settimana cameriera e gli altri tre piccola imprenditrice. «Sono una precaria a metà – dice – che per fare la restauratrice ha messo su una piccola ditta insieme a un gruppo di amici ma, visto che il lavoro scarseggia, ho dovuto arrendermi alla realtà e trovarmi un impiego per tirare avanti: servo ai tavoli in un´enoteca». Valeria è certa però di una cosa: «Noi giovani siamo stanchi di essere utilizzati dai politici. Molti hanno smesso di andare alle manifestazioni. Ma io non ci sto. Non voglio essere indifferente perché spero che qualcosa alla fine cambi, specie per noi donne». Con lei c´è Livia, trent´anni. «Quando mi sono laureata, cinque anni fa, non pensavo al "precariato per sempre" – racconta – Invece mi sono ritrovata a chiedere i soldi ai miei genitori, io che a 16 anni facevo ripetizioni per essere indipendente. E mi indigna dover scegliere tra un lavoro e la famiglia. Sono fidanzata da dieci anni – aggiunge – ma non posso pianificare nulla: un matrimonio, una convivenza, un figlio. Vivo a vista».
Per Daniel, pensionato americano di 60 anni, in Italia da 40, «gli ultimi avvenimenti politici hanno riportato il paese indietro di anni. Ma è ora ridare dignità a tutti». Invece Gigi, 53 anni, spiega che «sono le donne che non si fanno rispettare, dovrebbero manifestare più spesso. Andare in piazza è anche un modo per incontrare persone che la pensano allo stesso modo, nella vita di tutti i giorni è diventato difficile». A lui fa eco la moglie Rita: «Manifestavo nel ´68, sinceramente non pensavo che un giorno così lontano sarei tornata a farlo e per gli stessi motivi».