Forse subito il bonus pensioni

15/04/2004



15 Aprile 2004

Forse subito il bonus pensioni
Sul rating Italia avvertimento da Standard & Poor’s

    ROMA
    Sul fronte delle pensioni si profila un’altra novità: lo stralcio del «bonus» per chi resta al lavoro, previsto dalla riforma, sarà probabilmente oggetto di un provvedimento ad hoc. Questo perchè, come commentano fonti bene informate, dopo lo slittamento dell’esame della delega al Senato, il Tesoro vorrebbe stringere al massimo i tempi e dare il via agli incentivi del 32,7% in busta paga per quei circa 100.000 lavoratori, che avendo maturato i requisiti per la pensione d’anzianità, scelgono di restare al lavoro. La decisione deriverebbe dalla necessità di realizzare subito il previsto risparmio di un miliardo di euro all’anno per cinque anni e per dare un nuovo segnale all’Unione europea e alle agenzie di rating internazionali. Proprio ieri, infatti, Standard and Poor’s ha avvertito che Germania e Francia rischiano un declassamento del rating per i crescenti costi pensionistici, ma anche Spagna, Italia e Portogallo avranno bisogno di ridurre la spesa delle pensioni nel prossimo decennio. E Standard and Poor’s invita l’Italia ad andare avanti sulla riforma delle pensioni per evitare il rischio di un declassamento a fine anno
    L’accelerazione del «bonus» con un decreto legge produrrebbe quindi i risparmi di spesa al centro delle richieste di Bruxelles, visto che la misura in pratica allungherebbe da subito l’età pensionabile, senza aspettare il 2008. L’ipotesi di stralciare gli incentivi per spingere a restare al lavoro dalla delega previdenziale inserendoli in un apposito decreto legge fa dire al segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che sulle pensioni il governo sta preparando «l’ennesima puntata di uno sceneggiato». «È una vicenda che sfugge a qualsiasi logica – ha proseguito Epifani – lasciati a se stessi ne inventano una al giorno» e sullo slittamento dell’esame della delega previdenziale da parte dell’aula di Palazzo Madama, il leader della Cgil ha aggiunto che si tratta solo della conferma di quel che si aspettava.
    «Non ho capito cosa sta succedendo sulle pensioni: prima c’era una grande fretta, ora non più – ha detto da parte sua il segretario generale della Cisl, Savino Pezzota -. Meglio così, visto che la riforma è sbagliata e se non la fanno è meglio». Sull’eventualità che il governo chiami le parti sociali per discutere ed esaminare i temi dello sviluppo e della competitività Pezzotta ha sottolineato: «Attendiamo una convocazione del Governo, altrimenti nella riunione delle segreterie decideremo le iniziative da adottare».