Formazione non stop

30/06/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
152, pag. 6 del 28/6/2003
di Teresa Pittelli


Il decreto illustrato dal sottosegretario al welfare Viespoli.

Formazione non stop

Disponibili fondi anche per le pmi

Parte la formazione continua anche per le piccole imprese. Con l’avvio di otto fondi bilaterali interprofessionali che coinvolgono artigiani, pmi, dirigenti e cooperative, oltre che grandi imprese, e lo sblocco di 96 milioni di euro, il governo rende operativo un progetto atteso da anni. Lo ha annunciato ieri a Roma il sottosegretario al welfare, Pasquale Viespoli, che insieme al direttore delle politiche per l’occupazione, Aviana Bulgarelli, ha illustrato il decreto che istituisce i fondi e destina le risorse, firmato nei giorni scorsi dal ministro del welfare, Roberto Maroni.

Il sistema di finanziamento dei fondi, tramite lo 0,30% versato all’Inps da aziende e lavoratori, secondo il ministero del welfare ´è in grado di coprire tutto l’arco dei settori produttivi e delle imprese private, comprese le pmi, ancora poco interessate alla formazione continua’. La prima anticipazione, il 20% delle risorse, sarà liquidata a richiesta di ogni fondo, mentre la seconda, pari al 40%, sarà erogata dietro presentazione di un piano operativo, che deve specificare obiettivi di formazione e modi di conseguirli. L’altro 40%, infine, arriverà al fondo dopo la presentazione di una dichiarazione del legale rappresentante sulla spesa del 70% delle anticipazioni già percepite.

I 96 milioni di euro sbloccati dall’Inps copriranno tutto il 2003. Dal 2004 in poi i fondi saranno finanziati attraverso il gettito contributivo integrativo destinato dalle aziende che facoltativamente vi aderiranno. I datori di lavoro potranno scegliere entro il 30 giugno di ogni anno se destinare lo 0,30% al fondo di riferimento prescelto oppure al fondo nazionale di rotazione. Entro la stessa data l’azienda può comunicare, attraverso il modello Dm10/2, sia l’adesione sia la cancellazione da un fondo, che può essere anche rivolto a un settore diverso da quello di appartenenza.

´Per la prima volta ingenti risorse pubbliche vengono affidate alle parti sociali nella loro espressione bilaterale’, ha sottolineato Viespoli, ´che, insieme al minwelfare e alle regioni, definiranno un nuovo sistema di regole per l’accesso ai benefici’. Assistiti, nell’attività, da un osservatorio, composto da rappresentanti del ministero del lavoro, delle regioni e delle parti sociali.