Formazione, le riserve della CGIL

22/02/2010

La CGIL ha sottoscritto a palazzo Chigi l’accordo sulle linee guida per la formazione nel 2010 insieme al governo, alle associazioni delle imprese e agli altri sindacati. “L’anno in corso – ha dichiarato Fulvio Fammoni, segretario confederale della CGIL – sarà purtroppo ancora molto difficile per l’occupazione, con un altissimo ricorso agli ammortizzatori sociali a cui deve aggiungersi un imponente piano di formazione per i lavoratori. Le linee guida per il 2010 – ha rilevato Fammoni – sono una necessità per questa emergenza, contengono punti positivi che dovranno realizzarsi con specifici accordi sindacali”. In una lettera inviata a Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Fammoni esprime “un’adesione motivata con due punti di formale dissenso”. Il primo punto “riguarda il metodo del confronto – scrive il sindacalista – svolto dando uno scarso spazio di intervento alle forze sociali, non preparato con specifiche riunioni come richiesto”. Il secondo punto di dissenso, di merito, è il seguente: “Non c’è contrarietà a considerare un ruolo formativo anche da parte dell’impresa, ma questo non può significare, come il testo lascia intendere, che tutte le imprese italiane siano in possesso di questa capacità formativa”. Inoltre c’è una diversità di opinione “sull’abbassamento dell’età per l’apprendistato a 15 anni a cui la CGIL ha confermato la
propria contrarietà”.