Formazione in azienda, Italia in coda nella Ue

02/08/2002

2 agosto 2002





Pochi investimenti – Peggio soltanto il Portogallo
Formazione in azienda, Italia in coda nella Ue
Alessia Tripodi
(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA – Le imprese italiane fanno ancora poca formazione. Nella classifica dei Paesi Ue, l’Italia supera soltanto il Portogallo, anche se tra il 1993 e il ’99 la percentuale delle strutture che organizzano corsi nel nostro Paese è cresciuta dal 15 al 23,9 per cento. Centro e Mezzogiorno restano arretrati rispetto al Nord, che impegna risorse finanziarie più ingenti. Il panorama dell’aggiornamento del personale nei 15 Paesi dell’Unione è disegnato dall’Istat, che ha analizzato le attività formative realizzate nel 1999. Il ritardo italiano, dice l’Istituto di statistica, si spiega con la massiccia presenza nel Paese di piccole imprese, tradizionalmente poco inclini a investire in questo tipo di attività. Le aziende con 10-19 addetti, infatti, organizzano corsi per il personale solo nel 16% dei casi, contro l’81,2% delle strutture con almeno 250 dipendenti. Quali sono le ragioni che spingono un’azienda a non investire nell’aggiornamento del capitale umano? La convinzione che i dipendenti siano già in possesso di competenze professionali adeguate (espressa dal 72,9% degli intervistati); poi, la mancanza di tempo (20,6%), la possibilità di assumere personale specializzato in possesso di competenze specifiche (18%), la difficoltà nel valutare le effettive esigenze formative (16,9%) e, infine, i costi troppo alti dei corsi (15%) e la possibilità di acquisire apprendisti su cui investire in termini di formazione (12%). Ma anche le aziende che in Italia decidono di investire nella professionalità dei propri dipendenti non riescono a tenere il passo degli altri membri Ue – soprattutto quelli del Nord Europa – che si distinguono per l’elevata percentuale di piccole e medie imprese impegnate in attività di aggiornamento e istruzione. Le strutture produttive con 10 o più dipendenti che fanno formazione sono, infatti, il 22% in Portogallo, il 23,9% in Italia e il 36% in Spagna, contro il 70% del Belgio, il 75% della Germania, il 79% dell’Irlanda, l’88% dell’Olanda, fino ad arrivare alla Danimarca, che sfoggia un brillante 96 per cento. Il costo medio di un’ora di formazione è di 63,7 euro e arriva a 74 euro nel caso di imprese con 10-19 dipendenti. La spesa complessiva del 1999, dice l’Istat, è stata pari al 2,8% del costo del lavoro delle aziende che hanno svolto formazione.