Formazione, Cisl e Uil sulle barricate conti a rischio anche per i loro enti

25/02/2011

Palermo – Un braccio di ferro milionario, che divide i sindacati e mette nel mirino l´assessore alla Formazione Mario Centorrino e lo stesso governatore Raffaele Lombardo. Al centro dello scontro, il carrozzone della formazione professionale. I soldi non bastano più per l´avvio di corsi che danno lavoro a circa 8 mila formatori e, fino allo scorso anno, hanno garantito un fiume di denaro di fondi diretti della Regione (260 milioni di euro) a oltre 400 enti, compresi quelli gestiti direttamente da sigle importanti del mondo sindacale, come Cisl e Uil. Che non a caso sul da farsi hanno pareri diversi dalla Cgil.
A minacciare scioperi e ad annunciare tre giornate di mobilitazione davanti ad Ars, Palazzo d´Orleans e assessorato alla Formazione, sono i sindacati che dentro al mondo della formazione hanno più di un interesse, perché gestiscono enti in prima persona. Cisl e Uil su tutti. Ieri le due sigle insieme a Snals-Confsal hanno convocato un´assemblea dei lavoratori del comparto al teatro Don Orione, contro il mancato pagamento degli stipendi da gennaio e il taglio delle ore finanziate direttamente con fondi regionali annunciato dall´assessore Mario Centorrino: per il Prof 2011 su un costo previsto di 260 milioni di euro, in cassa ce ne sono appena 120. Così l´assessore ha proposto un taglio del 30 per cento delle ore da finanziare con fondi regionali. Taglio che però mette a rischio i conti di tutti gli enti, compresi quelli dei sindacati. Tra i più grandi c´è lo Ial Cisl, che da solo gestisce corsi per quasi 8 mila allievi. Lo Ial è una struttura da 850 dipendenti a tempo indeterminato, e solo nel 2010 ha avuto approvati corsi di formazione per 25,4 milioni di euro. Altro ente gestito dai sindacati è quello dell´Enfap, che fa capo alla Uil. Qui i dipendenti a tempo indeterminato sono 336, e nello scorso Prof l´Enfap ha avuto approvati finanziamenti per 11,4 milioni di euro. Con questi soldi praticamente ci ha coperto soltanto il costo del personale, pari a 11 milioni di euro. È chiaro che i conti non tornano più. Troppo personale per gestire corsi di formazione. Un problema che riguarda tutti gli enti, a dire il vero, alcuni dei quali hanno continuato ad assumere anche dopo il blocco imposto dalla giunta Lombardo: tanto che in corso sono adesso ispezioni di carabinieri per verificare quante assunzioni in più sono state fatte. Un primo report su un campione di trenta enti, tra cui il Cefop ormai al collasso perché sommerso da oltre 20 milioni di debiti, è stato consegnato ieri al direttore della Formazione, Ludovico Albert. Ma le ispezioni, dicono dall´assessorato, punteranno il dito anche contro i dipendenti di enti di sindacati che però risultano in distacco sindacale perenne: cioè persone che vengono pagate con fondi della Regione e lavorano però per le sigle sindacali a tempo pieno.
Una cosa è certa: i soldi sono finiti. Cisl e Uil chiedono però uno sforzo alla Regione: «Chiediamo uno sforzo finanziario e garanzie per occupazione e reddito, occorre mettere alla porta gli enti che hanno fatto assunzioni e sforato nella spesa», dice il segretario della Cisl, Maurizio Bernava. La Uil, con il segretario Claudio Barone e il delegato Giuseppe Raimondi, propone «l´istituzione di un ruolo unico del personale». Ruolo unico che dovrebbe essere a carico della Regione. Diversa la posizione della Cgil, che propone la cassa integrazione in deroga e l´utilizzo dei fondi europei, che prevedono però bandi e selezione delle offerte, e non finanziamenti a pioggia: «La Cgil, com´è noto, non ha nessun legame né niente da spartire con enti di formazione – dice la segretaria Mariella Maggio – Per noi tutto il sistema va rivisto, non può essere il Cefop l´unico capro espiatorio».