Formazione chiave di volta dello sviluppo turistico

23/03/2004

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
070, pag. 15 del 23/3/2004
di Andrea G. Lovelock


Positivo confronto a Salerno tra gli operatori specializzati e 1.500 giovani.

Formazione chiave di volta dello sviluppo turistico

Oltre 1.500 iscritti ai colloqui di selezione, circa 500 richieste di stage e un workshop dove le organizzazioni di categoria, le imprese turistiche e le università o scuole di master nel turismo hanno incontrato i giovani: questi i numeri della prima edizione di ´Fare turismo’, l’appuntamento con la formazione e le opportunità di lavoro nel settore, ideata a Salerno dalla Leader, diretta Ugo Picarelli, che ha così sintetizzato lo spirito di questo forum e workshop sulle professioni del turismo: ´È una vera kermesse di tre giorni per l’orientamento e l’incontro tra offerta e domanda di lavoro nel turismo organizzato, che ha visto la partecipazione di imprese di primo piano come la Grimaldi, il Club Med, l’Alpitour, le catene alberghiere Jolly hotels, Sol Meliá e altri soggetti di prima grandezza nel panorama turistico italiano. Ma siamo soddisfatti anche per come hanno risposto i giovani, provenienti da ogni parte d’Italia. Segno di un interesse e di una voglia di lavorare nel turismo molto accentuati in quest’ultimo periodo’. Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo/Confesercenti, ha ricordato come ´le piccole e medie imprese, che sono la struttura portante dell’imprenditoria turistica italiana, si trovano a dover affrontare la indispensabile priorità operativa della destagionalizzazione con oneri davvero pesanti, primo fra tutti quello del carico fiscale. Oggi come oggi per poter procedere a una più estesa operatività delle imprese turistiche occorre risolvere anche il nodo del costo del lavoro, alleggerendone il peso per consentire un rilancio e soprattutto un riallineamento con le condizioni in cui operano le imprese di altri paesi europei, soprattutto quelli che stanno per entrare nell’Unione europea’.

Anche per Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federturismo/Confindustria, ´è indispensabile adeguare le imprese e il mondo del lavoro alle nuove realtà operative, come la diffusione dei viaggi aerei a lungo-raggio, il boom delle aerolinee low-cost, le applicazioni dell’informatica e le sfide della competitività, spinta dai nostri concorrenti europei. Questo ci obbliga, ormai, a passare dalla qualità di prodotto alla qualità di processo, trasformando quindi anche le professioni e le managerialità del turismo, per far sì che anche in Italia si possa mettere a sistema il territorio e le imprese turistiche, chiamate ad allestire servizi e ospitalità di quel territorio’.

In linea con questo ragionamento anche Luciano Bazzoli, vicepresidente di Federalberghi, che ha aggiunto: ´Credo che le nuove professionalità nel turismo dovranno raccogliere le sfide alle quali il turismo italiano è chiamato a fare la sua parte: dalla costruzione di un vantaggio competitivo, attraverso il monitoraggio della domanda, e le forme di aggregazione d’impresa per allestire una adeguata offerta che si basi sull’eccellenza dei servizi’.