Formazione a misura d’impresa

02/01/2001

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Martedì 2 Gennaio 2001
italia – economia
Formazione a misura d’impresa.

In vista il decollo di una rete continentale tra le strutture costituite tra le parti sociali

di Bruno Scazzocchio*

La rilevazione dei fabbisogni formativi è uno dei contributi più significativi che le parti sociali hanno fornito in questi ultimi anni per sviluppare quelle politiche di qualità e di innovazione che sono oggi le condizioni di base della competitività. L’indagine, che a partire dal 1997, le parti sociali hanno condotto insieme trova riscontro come approccio in quasi tutta l’Unione europea. Un alto numero di Paesi è dotato di strutture costituite tra le parti sociali che hanno lo scopo di adattare le qualifiche professionali e anticipare i fabbisogni formativi dei sistemi produttivi in conseguenza dei mutamenti tecnologici ed organizzativi.

In Danimarca esiste da anni un sistema di anticipazione dei fabbisogni di professionalità, interamente lasciato all’iniziativa delle parti sociali. L’Olanda attua una collaborazione tra Governo e parti sociali all’interno degli «Education industry committees» che sono coinvolti nell’anticipazione dei contenuti della formazione iniziale. In Spagna le parti sociali stanno promuovendo analisi dei fabbisogni formativi a livello settoriale.

Le parti sociali in Italia, riunite nell’Organismo bilaterale nazionale per la formazione, hanno scelto un modello di tipo qualitativo per l’analisi dei fabbisogni di professionalità delle imprese. Tale scelta si collega all’idea che alla formazione debba essere assegnato il ruolo di anticipare i bisogni delle imprese. La diffusione capillare delle strutture costituite dalle parti sociali rende possibile nel breve periodo la creazione di una vera e propria rete europea in grado da un lato di raccogliere le richieste delle imprese e dall’altro di indirizzare l’attività degli istituti di formazione.

Il caso tedesco. In Germania la formazione iniziale è organizzata secondo il modello in alternanza scuola/lavoro. Nel corso degli anni si è realizzata una notevole convergenza tra le parti sociali sui temi dell’istruzione e della formazione. Le organizzazioni imprenditoriali e dei lavoratori sono infatti coinvolte dai pubblici poteri all’interno dei cosiddetti «Comitati per la formazione», dove è stato realizzato un sistema di anticipazione dei fabbisogni formativi che ha un impatto diretto sulla formazione iniziale.Il compito di fornire le risposte alla formazione continua è lasciato invece ad istituzioni private e market oriented. La rilevazione dei fabbisogni formativi viene gestita da due Istituti: lo Iab, che si occupa di elaborare previsioni macroeconomiche sull’evoluzione del mercato del lavoro, e il Bibb, che conduce indagini mirate a livello settoriale sui fabbisogni professionali delle imprese.

Il modello francese. Il contesto francese appare abbastanza simile a quello tedesco, anche se lo Stato ha un maggiore potere decisionale. La Francia, dove la legge stabilisce l’accantono del 2% della massa salariale per le attività di formazione dei dipendenti delle imprese, sta tentando un decentramento a livello settoriale e locale in merito ai sistemi di formazione iniziale e continua.

Il ruolo delle parti sociali francesi è cruciale nell’analisi dei fabbisogni formativi soprattutto a livello settoriale, dove vengono compiuti studi di tipo qualitativo che analizzano la struttura occupazionale, i fabbisogni e le competenze richieste.

Il modello inglese. In Gran Bretagna una sola autorità di governo è responsabile della programmazione della formazione iniziale ed è l’ex «Employment department» ad avere la responsabilità dello sviluppo delle strategie per adattare le qualifiche della forza lavoro ai fabbisogni delle imprese. Durante gli anni 80 è stato promosso un nuovo sistema anticipatorio molto efficace, definito National vocational qualifications (Nvq).

Il modello irlandese. L’Irlanda si caratterizza rispetto agli altri Paesi europei per la pluralità di approcci con cui vengono rilevati i fabbisogni professionali. Tutti i soggetti coinvolti nella formazione professionale sono riuniti in un ufficio che fa capo al ministero del Lavoro e dell’Industria. Questo ufficio opera mediante una serie di comitati (Industry training committees) composti dai rappresentanti delle parti sociali che sono incaricati di analizzare i fabbisogni formativi di ogni settore.

*Direttore dell’Organismo bilaterale nazionale per la formazione