Formazione, 51 milioni

17/03/2005
    giovedì 17 marzo 2005

    sezione: ITALIA LAVORO – pagina 21

    Assegnate le risorse di Fondimprese, l’ente bilaterale di industria e sindacati
    Formazione, 51 milioni
    Saranno finanziati 49 progetti Interessate 4.200 aziende e 77mila lavoratori

      SERENA UCCELLO

        MILANO • Finmeccanica punta all’aggiornamento di oltre mille quadri attraverso un progetto di formazione innovativo che utilizza anche il teatro. L’Ifoa insieme ad Assologistica e all’istituto di formazione dei trasporti di La Spezia lega in unico progetto formativo tutte le figure professionali della filiera della logistica. Sono questi due dei progetti finanziati con le risorse messe a disposizione da Fondimpresa, il fondo paritetico interprofessionale per la formazione costituito da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil.

        Dopo una lunga fase di gestazione e un complesso tira e molla con il Governo e l’Inps, il fondo passa infatti alla seconda fase, a quella operativa con l’assegnazione alle aziende di 51 milioni di euro. Un passo avanti importante sul fronte dell’aggiornamento delle competenze professionali all’interno dell’impresa. Fondimpresa, che conta circa 40mila aziende e oltre 2.220.000 lavoratori su un totale di circa 4,9 milioni, è infatti un fondo di natura privatistica che consente a tutte le aziende l’accantonamento e l’utilizzo dei contributi versati proprio per la formazione e l’aggiornamento dei dipendenti.

        Le risorse, in particolare, sono quelle che derivano dalla contribuzione dello 0,30% versato dalle imprese all’istituto di previdenza. Un meccanismo, questo, previsto dalla legge Treu del ‘ 97 e successivamente rivisto dalla legge 388 del 2000 che, disciplinando l’organizzazione e la gestione dei fondi interprofessionali, ha stabilito il trasferimento di questo contributo dall’Inps ai Fondi. In totale infatti i fondi interprofessionali per la formazione sono dieci ( sette per operai e impiegati, tre per dirigenti). Oltre Fondimpresa, tra i fondi già a pieno regime ci sono Fondirigenti, For. te ( Confcommercio e sindacati) e Fondo artigianato formazione ( imprese artigiane).

        Quanto ai numeri di Fondimpresa, diffusi ieri, le domande presentate per i progetti regionali sono state 54, di queste ne sono state finanziate 38.

        Diciassette, invece, i progetti multiregionali, dei quali 11 quelli finanziati. Complessivamente le aziende coinvolte saranno 4.200 ( 3.700 dai piani regionali, 500 dai programmi multiregionali) e 77mila i lavoratori formati. Dalla Provincia di Trento alla Sicilia le iniziative sono distribuite su tutto il territorio nazionale, mentre i settori di intervento dei progetti multiregionali riguardano la metalmeccanica, la logistica e i trasporti, la siderurgia, le nuove tecnologie, la sanità, il calzaturiero, la raffinazione e distribuzione di petroli, le infrastrutture. Coinvolte aziende private, enti di formazione, università, fondazioni.

          « Un mondo variegato e trasversale — spiega Michele Lignola, direttore di Fondimpresa — che costituisce una grande opportunità di rendere le aziende italiane più competitive. Un’occasione per i lavoratori di rinnovarsi acquisendo un livello di occupabilità sempre più alto e adeguato alle sfide del mercato globale. Ma è soprattutto un’azione concreta per radicare le imprese sul territorio sviluppando progetti formativi appropriati alle esigenze aziendali » . Un impegno destinato a crescere, dal momento che « con il decreto di proroga, che— spiega Lignola— aspettiamo dal ministero del Welfare e dell’Economia, le imprese potranno disporre anche di un tempo più ampio per lo sviluppo delle proprie attività formative » . Perché — continua il direttore del Fondo — « l’aggiornamento delle risorse umane rappresenta per le imprese un fattore competitivo di primaria importanza. L’accrescimento delle conoscenze interne e delle competenze dei dipendenti di ogni ordine e grado va di pari passo, infatti, alla capacità di innovazione delle imprese. Non a caso, mediamente, nei Paesi della Unione Europea, il monte ore destinato alla formazione continua è doppio rispetto a quello praticato in Italia ».