Forlì. Vigilanza sul piede di guerra

04/04/2006

    marted� 4 aprile 2006

    Edizione di FORLI’

      Vigilanza sul piede di guerra

        Forl� – Niente Vigilanza privata nella giornata di gioved�. Uno sciopero per tutta la giornata contro il mancato contratto di lavoro. Anche se in questo caso l’accordo tra organizzazioni sindacali delle Guardie giurate e imprenditori, � stato raggiunto. Manca sul decreto la firma del ministro del Lavoro Roberto Maroni.

        Secondo il rappresentante del Governo “non sarebbe opportuno inserire un controllo da parte degli enti bilaterali sul rispetto, da parte delle aziende, delle normative concernenti il personale e conseguentemente della tariffa di legalit� fissata dalle Prefetture. “Purtroppo registriamo spiegano le segreterie territoriali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – che anche le associazioni imprenditoriali, di fronte alla richiesta delle organizzazioni dei lavoratori di dare avvio almeno al pagamento degli aumenti salariali concordati, restituendo il potere d’acquisto ai salari pesantemente erosi dall’aumento del conto della vita, non hanno dato risposte positive, rinviando nel tempo la decisione. Dopo 23 mesi senza uno straccio di contratto, gli operatori del settore non sono pi� disponibili ad ulteriori rinvii ed attese, pertanto � stato proclamato uno sciopero nazionale nella giornata di gioved� prossimo per chiedere l’immediata erogazione degli aumenti salariali concordati con le associazioni imprenditoriali e per far emanare il provvedimento normativo da parte dei Ministeri competenti, che renda operativa la parte del contratto riguardante la struttura dei turni e dei servizi, e che rendano trasparenti le modalit� di partecipazione agli appalti”.

        Inoltre nella giornata di gioved� si terr� un presidio, a Roma, davanti al Ministero del Lavoro. I sindacati hanno anche scritto una lettera al Presidente della Repubblica Ciampi, al quale viene rivolto un quesito: “quali obiettivi si prefigge il Ministero del Lavoro nell’impedire la realizzazione di un primo passo in direzione di una maggiore trasparenza, voluta fortemente e congiuntamente da sindacati e imprese? I lavoratori che rappresentiamo, non sempre hanno il giusto riconoscimento per il loro impegno in una professione di grande sacrificio e carica di rischi, come dimostrano le 14mila rapine affrontate negli ultimi 4 anni. E’ chiedere troppo che si possa rinnovare il contratto e che questo sia da tutti rispettato?”