FORLÌ, LA “VETRINA LUCCICANTE” NON CANCELLA I PROBLEMI DEL SETTORE: CRISI E PRECARIETÀ

28/12/2012

28 dicembre 2012

Forlì, la “vetrina luccicante” non cancella i problemi del settore: crisi e precarietà

Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL di Forlì ringraziano le tante lavoratrici e i lavoratori del centro commerciale che non hanno dato la disponibilità al lavoro festivo, e anche se intimati alla prestazione hanno deciso per lo sciopero.

“Mentre la Direzione del centro Commerciale grida al successo” affermano i sindacati del commercio “noi come Organizzazioni Sindacali, anche questa mattina, incontriamo lavoratori del commercio di piccole e medie dimensioni in cassa integrazione o licenziati anche a causa dell’insostenibilità dei costi di questo modello di consumo e di sviluppo: non ci si può distrarre dai problemi reali del settore tra cui la crisi e la tanta precarietà.”

Quello che potrebbe apparire come un positivo sfruttamento degli impianti finalizzato all’aumento dell’occupazione in realtà non ha dato i risultati sperati, “se il centro commerciale va così bene” sostengono le organizzazioni territoriali “allora stabilizzi i lavoratori precari aprendo una contrattazione tesa a migliorare le condizioni dei lavoratori.”

Il Decreto Salva Italia che da oltre un anno ha autorizzato la totale liberalizzazione delle aperture e degli orari commerciali, ha completamente deregolamentato il settore del commercio, dando vita ad una frenetica corsa al sempre aperto, nella vana speranza che ciò porti ad un incremento delle vendite.

Filcams CGIL Fisascat CISL Uiltucs UIL continueranno a sostenere e ricercare, una programmazione delle aperture commerciali condivisa, che soddisfi le esigenze di imprese, consumatori e dipendenti del settore. “Per fare questo” concludono “diventa indispensabile il ripristino di regole nel commercio, una battaglia lunga e difficile ma che interessa da vicino tutti noi, lavoratori, imprese e cittadini, per questo le organizzazioni sindacali promuoveranno altre iniziative per tenere alta la discussione sul tema e per richiedere un intervento legislativo in materia.”