Fondoprofessioni, graduatoria in arrivo

12/12/2005
    venerdì 9 dicembre 2005

    NORME E TRIBUTI – Pagina 30

    Fondoprofessioni, graduatoria in arrivo

    Chiara Conti

    Graduatoria in dirittura di arrivo per il primo banco do Fondoprofessioni. Lunedì, dopo il Consiglio direttivo, sarà reso ufficiale l’elenco dei progetti di formazione per i dipendenti degli studi professionali finanziati dal fondo paritetico gestito dai rappresentanti di datori e lavoratori sottoscrittori del Ccnl, ConfProfessioni, Confedertecnica, Cipa, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

    «Il primo bando, pubblicato il 1° luglio e scaduto il 31 ottobre, ha riscontrato – afferma Ezio Maria Reggiani, presidente di Fondo professioni – una forte risposta da parte dei datori di lavoro in tutti i comparti professionali. È la prova della consapevolezza che la qualità dello studio dipende anche dalla cultura e dalla preparazione dei collaboratori».

    Il bando individuava per i progetti cinque aree professionali, cui corrispondevano diversi contenuti: comparto amministrativo, giuridico, tecnico, sanitario e "servizi vari". I progetti presentati sono stati 180, prendendo in considerazione diversi "assi", dall’aggiornamento e dall’innovazione professionale alla sicurezza sul lavoro e alla certificazione di qualità. Il valore complessivo delle proposte è di 5milioni e 300mila euro, contro 3,5 milioni a disposizione.

    Fondoprofessioni è stato istituito con il Ccnl nel 2003 per garantire la formazione gratuita dei dipendenti degli studi professionali e delle ziende collegate. «Fino all’istituzione del Fondo – spiega Reggiani – il datore di lavoro per ciascun dipendente versava lo 0,30% del salario lordo all’Inps, destinato genericamente ad attività di formazione. Ora, invece, il contributo può essere assegnato al Fondo per la formazione esclusiva dei dipendenti degli studi e delle imprese che decidano di aderire, arrivando a finanziare i progetti fino al 100 per cento». Chi propone il progetto può concorrere alle spese fino alla misura del 20% (ogni ente proponente può disporre al massimo di 250mila euro); in ogni caso il fondo è in grado di coprire i costi che vanno dalla progettazione al materiale didattico, dalla docenza a quelli sostenuti per la sede dei corsi.

    Per far parte del fondo è sufficiente la comunicazione tramite il DM10 (la sigla è FPRO), indicando il numero dei dipendenti. Possono presentare domanda di finanziamento (enti proponenti) i singoli lavoratori, singoli studi/aziende, studi/aziende consorziate e ancora associazioni nazionali di rappresentanza. I progetti di formazione ricomprendono azioni formative individuali, oltre che aziendali e settoriali.