Fondo monetario:la crescita rallenta, tesoretto sprecato

09/10/2007
    martedì 9 ottobre 2007

      Pagina 19- Politica

        Il Fondo monetario:
        la crescita rallenta
        tesoretto sprecato

          STEFANO LEPRI
          ROMA
          La crisi dei mutui frena l’economia mondiale; anzi, frena soprattutto i Paesi ricchi. Per l’Italia, nelle nuove previsioni del Fondo monetario internazionale anticipate ieri dall’Ansa, si prospetta l’anno prossimo una crescita del prodotto lordo all’1,3%, contro l’1,5% messo in conto dal governo. La perdita di velocità sarà ovviamente più sensibile negli Stati Uniti; abbastanza omogenea in Europa con una punta in Spagna dove la bolla immobiliare deve sgonfiarsi di più; trascurabile in Cina, India, Brasile.

          All’Italia – il cui ministro Tommaso Padoa-Schioppa è appena stato nominato presidente dell’organo di indirizzo del Fmi, il comitato monetario e finanziario – arriva il rimprovero di aver usato male il tesoretto, analogo a quello appena giunto dalla Bce: si è «ridotto l’aggiustamento di bilancio per il 2007 nonostante il significativo aumento delle entrate». Il Fondo monetario nota che Francia e Italia trasgrediranno la regola europea di un aggiustamento strutturale del deficit di mezzo punto ogni anno (lo ammettono i documenti ufficiali dei due governi).

          Il prodotto lordo mondiale è ora previsto crescere al 4,8%, anziché al 5,2%. Sono cifre ancora provvisorie, in attesa della presentazione ufficiale del rapporto Fmi (World Economic Outlook) il 17 prossimo a Washington. Nella bozza che circola, si accenna a una possibile nuova revisione all’ingiù: «i rischi sono verso il basso, basati sul timore che le tensioni sui mercati finanziari potrebbero aumentare». Ma si rileva che i Paesi emergenti mantengono «un forte slancio» anche da soli.
          Poca differenza per i cinesi se la loro economia – ormai la quarta nel mondo – crescerà l’anno prossimo al 10%, mezzo punto in meno della precedente previsione Fmi, dopo uno straordinario +11,5% quest’anno; per l’India si calcola un invariato +8,4%, per il Brasile +4,0% invece di +4,2%. Il forte rallentamento degli Usa, all’1,9% in entrambi gli anni, li farà scavalcare dall’area euro non solo nel 2007, come già era scontato, ma anche nel 2008 sia pure con un più modesto +2,1%.
          Per l’Europa, le notizie dal Fmi fanno attendere novità. Il direttore generale Rodrigo Rato, che lascerà l’incarico a fine mese, in una intervista concessa al Financial Times definisce «chiaramente sottovalutato» il dollaro Usa; dunque è possiblie che i ministri economici del G-7, nella riunione a Washington il 19 alla quale anche Rato parteciperà, tentino di fermare il deprezzamento della moneta americana, causa di difficoltà per le esportazioni europee.
          Nell’analisi del direttore generale uscente, le tensioni sui mercati finanziari «dureranno alcuni mesi, probabilmente fino all’inizio dell’anno prossimo» e la minor crescita avrà influenza anche sui bilanci pubblici, ragion per cui i governi faranno meglio a riesaminare i loro bilanci. In futuro, occorrerà migliorare le regole di vigilanza sulle banche, per evitare che possano assumere rischi fuori bilancio.