Fondi tfr, sos dei sindacati

12/12/2005
    sabato 10 dicembre 2005

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        Monta la polemica dopo il no di Tremonti al riutilizzo per le politiche sociali

          Fondi tfr, sos dei sindacati

          Risorse da destinare al dlgs sulla totalizzazione

            di Luca Saitta

              Sos dei sindacati: dopo il rinvio della riforma del tfr, adesso è in pericolo il decreto sulla totalizzazione. La decisione del ministro dell’economia, Giulio Tremonti, di utilizzare per il risanamento del debito pubblico i 400 milioni di euro liberati dallo slittamento al 2008 della manovra di rilancio della previdenza complementare viene pesantemente bocciata dai confederali. Meglio sarebbe stato destinare i finanziamenti al sostegno del dlgs sulla totalizzazione, sostengono i rappresentanti dei lavoratori: dlgs che, rinviato dal governo alle camere il 25 novembre scorso, resta a loro giudizio privo di copertura. La volontà di via XX Settembre di stornare alla riduzione del deficit i fondi ´ex tfr’ sarebbe, così, il segnale della volontà dell’esecutivo di fare naufragare il provvedimento.

                ´In questa Finanziaria ormai tutto è possibile’, afferma a ItaliaOggi il segretario confederale della Cgil, Morena Piccinini. ´Hanno promesso soldi alle famiglie e se li stanno rimangiando, hanno promesso soldi per tfr e per le compensazioni alle aziende e se li stanno rimangiando. La sola idea che muove Tremonti è la paura dell’Europa. Questa Finanziaria non tiene da nessuna parte. Il rischio di essere puniti dall’Ue è concreto, ma è un errore che le risorse stanziate per il tfr vengano utilizzate così’.

                  Secondo la Cgil la scelta di Tremonti, portata avanti senza dare ascolto al ministro del welfare, Roberto Maroni, che avrebbe voluto lasciare gli stanziamenti nel sociale, è il preludio di un altro imminente stop.

                    ´Adesso rischia di andare in cavalleria il decreto legislativo sulla totalizzazione’, continua Piccinini. ´Noi avevamo suggerito che i fondi del tfr andassero là. Si tratta di un provvedimento assolutamente indispensabile per consentire ai lavoratori di recuperare i propri contributi sparsi tra diverse gestioni previdenziali, eppure è senza copertura economica. Se il governo non lascia i soldi del tfr nel sociale, la totalizzazione salta’.

                      Il provvedimento, che avrebbe dovuto essere approvato in via definitiva lo scorso 25 novembre, è stato rinviato al parlamento per un secondo parere, dal momento che l’esecutivo non ha ritenuto sostenibili finanziariamente alcune condizioni imposte nella prima valutazione delle camere (l’onere quantificato dalla commissione bilancio del senato, a decorrere dal 2006, è stato valutato in 186 miliardi di euro, invece dei 160 stanziati dal collegato fiscale alla Finanziaria). Riuscire a condurre in porto la manovra entro la fine del mese, in modo da far scattare le domande dal 1° gennaio 2006, come promette il testo del dlgs approvato dal governo lo scorso ottobre, è ora una corsa contro il tempo. ´Il decreto sarà con tutta probabilità al prossimo consiglio dei ministri’, ha detto il sottosegretario del welfare, Alberto Brambilla (vedi ItaliaOggi di mercoledì scorso). ´Anche se in teoria avremmo tempo fino a gennaio visto che il rinvio del testo alle camere ha prorogato ulteriormente la scadenza della delega’.

                        I sindacati, però, non sembrano crederci.

                          ´Delle risorse del tfr si doveva fare un uso diverso, l’esito che si profila getta un’ulteriore ombra sul rinvio della riforma’, sostiene Pier Paolo Baretta, segretario confederale Cisl. ´Quella che sembrava una mediazione politica acquista un carattere ancora più strumentale. Queste sono operazioni di bassa cucina, altro che finanza creativa’. E chi si prepara al peggio è anche l’Anmil che, con la decisione di Tremonti, vede sfumare il pacchetto di misure a favore dei mutilati e invalidi del lavoro promesso da Maroni e sostenuto dal rinvio della riforma del tfr. ´Se i correttivi non ci saranno, dovremmo ricominciare tutto con la prossima legislatura’, ha detto a ItaliaOggi il presidente dell’associazione, Pietro Mercandelli. ´Sono interventi che sarebbero andati a favore di un milione di famiglie italiane, che attendono da cinque anni l’adeguamento all’Istat del valore-punto di indennizzo, fermo dal 2000. Martedì prossimo faremo una manifestazione di protesta sotto il ministero dell’economia’. (riproduzione riservata)