Fondi pensione, segnali confortanti

23/02/2005

    Martedì 22 febbraio 2005

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      A illustrare i dati sulla previdenza complementare è stato ieri il presidente di Covip, Luigi Scimia.
      Fondi pensione, segnali confortanti
      Positivi sia le adesioni, sia i rendimenti (2% in più del tfr)

        Due punti percentuali. È questo lo scarto tra il rendimento netto dei fondi pensione, sia chiusi sia aperti, rispetto a quello del tfr: 4,5% per i fondi contro il 2,5% del trattamento di fine rapporto. A sciorinare i dati sulla previdenza complementare è stato ieri il presidente della Covip, Luigi Scimia, nel corso di un convegno a Mogliano Veneto organizzato dal Fondo pensione ´Solidarietà Veneto’. Secondo il presidente della commissione di vigilanza sui fondi pensione, ´per il sistema della previdenza complementare, il 2004 può essere considerato ancora un anno interlocutorio, anche se non mancano segnali positivi in relazione alla solidità di fondo dimostrata e alle prospettive di sviluppo, in attesa dell’attuazione della legge delega’. I dati, per ora, parlano chiaro: a fine 2004 erano circa 2,8 milioni le persone iscritte a forme di previdenza integrativa (comprendendo anche i fondi pensione preesistenti il 1993 e le cosiddette pip, polizze individuali pensionistiche), pari a poco meno del 15% del numero complessivo degli occupati. Un dato che è lentamente in crescita, ma mai quanto ci si potesse aspettare.

          Secondo Scimia ´i mercati finanziari hanno proseguito l’andamento positivo già iniziato nel 2003 e i rendimenti dei fondi pensione hanno superato la rivalutazione del tfr. Il rendimento generale netto è stato del 4,5% per i fondi negoziali e del 4,3% per i fondi aperti, contro una rivalutazione netta del tfr che si è attestata al 2,5 %’.

            In crescita le new entry nel sistema dei fondi di previdenza complementare. ´A dicembre 2004′, ha spiegato Scimia, ´gli iscritti ai fondi pensione di nuova istituzione (negoziali e aperti) sono complessivamente 1.450.000, con una crescita del 3% rispetto alla fine del 2003. L’attivo netto supera la soglia degli 8 miliardi di euro, con un incremento nel corso dell’anno del 30%. Il numero dei fondi di nuova istituzione complessivamente autorizzati è pari a 134, di cui 42 di tipo negoziale e 92 di tipo aperto’.

              Il presidente della Covip ha posto l’accento sul problema della concorrenzialità tra le diverse forme previdenziali oggi operanti, sottolineando che ´l’introduzione di una dinamica concorrenziale non può tradursi nella sola eliminazione di barriere all’interno del mercato della previdenza complementare, ma è necessario prevedere gradi uniformi di tutela degli aderenti, e la legge delega, prevedendo misure volte all’omogeneizzazione delle forme pensionistiche e alla trasparenza, offre una chiave interpretativa in tal senso’. Secondo Scimia, nel nuovo assetto, che verrà a determinarsi con l’attribuzione della legge delega, il ruolo dei fondi pensione negoziali rimarrà centrale, come pure quello delle fonti istitutive.

                ´I fondi pensione negoziali registrano più di un milione di iscritti, con un tasso di crescita delle adesioni di poco superiore al 2% nell’ultimo anno e quasi tutti hanno ormai raggiunto la fase operativa. Più della metà dei fondi ha avviato l’attività di investimento conferendo le risorse finanziarie ai gestori prescelti.
                Alcuni hanno già assunto dimensioni ragguardevoli, anche nel confronto internazionale e, con l’attuazione definitiva della legge delega, sono destinati a crescere significativamente’, ha detto il presidente della Covip. ´La crescita dimensionale dei fondi pensione consente di poter offrire servizi previdenziali a condizioni molto competitive, instaurando quindi un processo virtuoso che favorisce nuove adesioni’. Per il settore dei fondi pensione aperti, che vede presenti tutti i principali operatori finanziari nazionali e molti di quelli esteri, l’anno appena trascorso può essere considerato di consolidamento. Il settore ha comunque elevate potenzialità di crescita, che si realizzeranno quando verrà ampliato l’ambito operativo consentito ai fondi aperti. ´Considerando anche i fondi pensione preesistenti e le cosiddette pip, gli iscritti alla previdenza complementare sono stimabili complessivamente in circa 2,8 milioni’. (riproduzione riservata)