Fondi pensione, rilancio in tre mosse

21/01/2002





Previdenza complementare
Le linee guida inserite nel disegno di legge delega in discussione per il decollo del secondo pilastro
Fondi pensione, rilancio in tre mosse
Incrementare l’entità dei flussi di finanziamento attraverso dei meccanismi semiautomatici di devoluzione ai fondi del Tfr maturato dai lavoratori; perfezionare il sistema di vigilanza dei fondi pensione attraverso l’introduzione di regole che lo rendano unitario e omogeneo; ridefinire la relativa disciplina fiscale attraverso l’ampliamento delle deducibilità dei contributi, la riduzione della tassazione dei rendimenti e la cancellazione dei vincoli fiscali connessi alle modalità di erogazione delle prestazioni sotto forma di capitale. Questi i principi guida inseriti nel disegno di legge delega varato a metà dicembre dal Governo per il rilancio della previdenza complementare. Accanto a questi strumenti rimangono ancora in piedi ipotesi alternative, come, per esempio, la cartolarizzazione del Tfr. Allargamento delle fonti di finanziamento. Il nodo principale da sciogliere è costituito dalle concrete modalità che bisogna attuare per devolvere integralmente il Tfr ai fondi pensione. In effetti, già l’articolo 8 del decreto legislativo 124/93 individuava nel Tfr una delle principali fonti di finanziamento dei fondi pensioni costituiti dai lavoratori dipendenti e prevedeva espressamente che i lavoratori di prima occupazione dovessero, sulla base di accordi collettivi, destinare l’intero Tfr alle forme pensionistiche complementari. La ricetta del Governo, per dare soddisfazione alle differenti istanze, si muove su diverse direzioni. In primo luogo, si vorrebbe definire delle forme di conferimento automatico del Tfr, individuando, in base all’anzianità contributiva, all’età anagrafica e alle esigenze del lavoratore, delle eccezioni e garantendo al lavoratore stesso un’adeguatainformazione sulla facoltà di scegliere il fondo a cui conferire il Tfr. In secondo luogo, per tutelare la posizione delle imprese, con particolare riferimento alle pmi, si vorrebbe subordinare il conferimento del Tfr ai fondi pensioni all’assenza di oneri. In particolare, per ottenere lo specifico risultato si garantirebbe alle imprese delle necessarie compensazioni rappresentate da incentivi di natura finanziaria e riduzione del costo del lavoro. Le modifiche fiscali. La leva fiscale è fondamentale per dare slancio ai fondi pensione e tutte le riforme introdotte nel passato sono intervenute sullo specifico tema. La delega richiesta vuole ridefinire la disciplina fiscale dei fondi nel seguente modo: ampliando la deducibilità fiscale dei contributi dal reddito complessivo dell’iscritto con la fissazione di nuovi limiti in valore assoluto ovvero in valore percentuale rispetto al reddito imponibile. In particolare, la revisione dovrebbe rendere più accessibile a tutti, in proporzione alle proprie capacità, il massimo vantaggio fiscale senza eccessive limitazioni. In effetti, attualmente il sistema non favorisce né i soggetti con redditi bassi né i soggetti con redditi medio alti; riducendo l’imposta, attualmente dell’11%, relativa ai rendimenti finanziari. L’intervento dovrebbe essere così sostanziale da portare a una tassazione, se non del 6, almeno all’8 per cento; cancellando le regole di tassazione delle prestazioni che limitano, di fatto, la possibilità degli iscritti di richiedere la prestazione sotto forma di capitale per un importo superiore a un terzo della prestazione stessa. L’obiettivo è consentire l’erogazione della prestazione sotto questa forma almeno fino al 50 per cento. Vigilanza dei fondi. Le proposte tendono a conferire al ministero del Welfare l’alta vigilanza di tutte le forme pensionistiche complementari attraverso l’emanazione di apposite direttive. Inoltre, la Covip, oltre ai compiti a essa attribuiti, dovrà vigilare sulle modalità di offerta dei singoli fondi. Infine, dovrebbero essere introdotte delle misure di semplificazione per la concessione dell’autorizzazione di esercizio.
Benedetto Santacroce

Lunedí 21 Gennaio 2002