Fondi pensione, riforma bloccata

24/03/2005

    giovedì, 24 marzo 2005

    SI ASPETTERA’ CHE VENGANO RIDATI PIENI POTERI ALL’ORGANO DI CONTROLLO SULLA PREVIDENZA INTEGRATIVA
    Fondi pensione, riforma bloccata
    Slitta a settembre la scelta per la destinazione del Tfr

      ROMA
      Ancora problemi e rinvii sulla strada della riforma dei fondi pensione. Nel corso dell’incontro con i sindacati, infatti, il sottosegretario al lavoro Alberto Brambilla (assente il ministro del Welfare Roberto Maroni) ha spiegato alla delegazione sindacale che il decreto attuativo della delega (che tra l’altro prevede le norme per il conferimento della liquidazione ai fondi con il meccanismo del silenzio-assenso) è pronto; ma che tutto è congelato per almeno un mese, finché il Senato non avrà ripristinato il controllo unico della Covip cancellato dal ddl risparmio con un emendamento di Forza Italia. Tutto fermo, dunque, per le nuove regole sulla previdenza integrativa e il Tfr (su cui sembra esserci intesa tra governo e parti sociali). E di conseguenza slitterà dal primo luglio al primo settembre – se non ci saranno altre sorprese – il momento da cui i lavoratori dipendenti privati avranno sei mesi di tempo per decidere se lasciare in azienda le proprie liquidazioni o se girare al fondo pensione le somme maturate dal momento della scelta.

      Il nodo su cui si è bloccata la riforma dei fondi pensione riguarda il depotenziamento del ruolo della Covip (l’autorità di vigilanza e controllo sulla previdenza complementare) a favore dell’Isvap (l’organismo che segue il comparto assicurativo) deciso a sorpresa alla Camera nel corso dell’esame del ddl risparmio. Una novità aspramente criticata dalle parti sociali e dal ministro del Welfare Maroni, che ha chiesto una soluzione al premier Berlusconi minacciando di escludere le polizze previdenziali individuali dalla possibilità di ricevere il Tfr dei lavoratori. «Voglio la garanzia che non ci saranno colpi di mano – aveva detto in mattinata Maroni – oppure le assicurazioni non potranno avere accesso alla partita che si gioca sui 7 miliardi di Tfr». Per Brambilla, «si può destinare il Tfr come e dove si vuole, purché le regole del gioco e la trasparenza siano uguali», ovvero con un «arbitro unico», cioè la Covip. Del resto, come ricorda il sottosegretario, è «impensabile» che si possano accettare «caricamenti» sui primi premi pagati del 50-60%, come accade per alcune polizze individuali previdenziali.

      Sulla carta, i tempi per una correzione del ddl risparmio ci sono, ma ci vorrà almeno un mese; poi, ha assicurato Brambilla ai sindacati, potranno partire da settembre i due decreti attuativi, uno sulle regole dei fondi pensione, l’altro sulle modalità di attuazione del silenzio assenso. I sindacalisti – che non ne vogliono sapere di «regali» al mondo delle assicurazioni – sono un po’ scettici, e comunque chiedono aggiustamenti dei decreti attuativi. «È chiaro – afferma il segretario confederale della Cgil Morena Piccinini – che per noi sostenere che la Covip deve essere l’unico soggetto vigilante non vuol dire sostenere che le assicurazioni possono gestire le polizze previdenziali individuali. Noi riteniamo ci debba essere separazione tra la previdenza complementare collettiva e le polizze individuali». «L’unitarietà e l’omogeneità della vigilanza del settore della previdenza complementare – aggiunge il suo collega della Cisl Pier Paolo Baretta – è per noi una condizione necessaria ma non sufficiente».
      D’accordo anche il numero due della Uil Adriano Musi, e il vice segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini.