Fondi pensione, percorso a tappe

02/11/2004

              martedì 2 novembre 2004

              sezione: ITALIA-POLITICA – pag: 12
              Fondi pensione, percorso a tappe
              Sul Tfr slitta il «silenzio assenso»
              Il Governo punta a far lievitare l’adesione dal 12 al 30%

              MARCO ROGARI

              ROMA • Un percorso a tappe per il decollo della previdenza integrativa. Con possibile congelamento delle misure per smobilizzare il Tfr (con il "silenzio-assenso") fino alla prossima primavera o, forse, all’estate del 2005. È una delle ipotesi, non tanto più remota, che potrebbe prendere corpo entro la fine della settimana quando sarà sciolto il nodo della copertura finanziaria per il riassetto delle pensioni complementari da inserire nella manovra economica 2005. A seconda della "dote" disponibile, infatti, potrà profilarsi una diversa tempistica per l’attuazione della recente riforma previdenziale. Al momento l’ipotesi gettonata è quella di una copertura non adeguata (almeno "a breve") per garantire il via al meccanismo del "silenzio-assenso" per l’uso del Tfr già a gennaio. I fondi disponibili consentirebbero solo di far lievitare (dall’inizio del 2005) a 5.164 euro la quota che i lavoratori potrebbero destinare alle forme integrative.

              Un’operazione che, secondo il ministero del Welfare, consentirebbe comunque di far salire a quota 30% gli aderenti ai fondi pensione.
              Al momento restano sul tavolo anche altre opzioni. La decisione sarà presa entro venerdì. Ma, visti i problemi per reperire i fondi necessari per il piano di riduzione delle tasse, diventa sempre più probabile l’eventualità di una dote dimezzata (o "progressiva") per la previdenza integrativa, con conseguente partenza a tappe. Del resto, il ministro del Welfare Roberto Maroni ha sempre detto che il decreto legislativo sulle forme integrative di attuazione della riforma non sarebbe stato varato prima della prossima primavera.


              A inizio anno obiettivo 30%. L’obiettivo minimo del Governo è di far salire nel 2005 il tasso di adesioni alla previdenza complementare dall’attuale 12 al 30 per cento. Per tagliare questo traguardo il Governo potrebbe varare a gennaio un primo decreto di attuazione della riforma previdenziale (ma senza le misure sul Tfr). Non è però affatto escluso che questo provvedimento possa vedere la luce a inizio primavera.


              Sale la quota "esente". Quando il decreto diventerà operativo tutti i lavoratori potranno aderire alla previdenza complementare versando fino a 5.164 euro in totale esenzione fiscale. Resta da capire se l’operazione scatterà a gennaio o a primavera.


              Il nodo del "silenzio-assenso". È ormai quasi certo che le misure per favorire la destinazione del Tfr alle forme integrative attraverso il meccanismo del "silenzio-assenso" non verranno definite prima della primavera prossima se non addirittura nell’estate del 2005. Il via libera potrebbe essere anticipato soltanto se venisse prevista una robusta copertura finanziaria già per la prima parte del 2005. In ogni caso il capitolo Tfr dovrebbe confluire in un decreto legislativo diverso da quello che sarà messo a punto per far lievitare la quota fiscalmente esente.


              Le altre misure. Il pacchetto sulla previdenza integrativa sarà composto anche da altri interventi. In particolare, il Governo sembra orientato a far scattare una drastica riduzione (o una completa abolizione) della tassazione delle "plusvalenze" dei fondi pensione. Il carico fiscale potrebbe cioè scendere a quota 6% o addirittura azzerarsi. A pronunciarsi su questa questione, oltre al ministro del Welfare, saranno il Tesoro e l’Agenzia delle entrate. Dovrà poi essere definito il meccanismo che dovrà garantire la "parità" tra fondi pensione chiusi e aperti e le polizze assicurative individuali. In proposito, le disposizioni attuative avranno anche il compito di chiarire definitivamente quali saranno i compiti di controllo della Covip (la Commissione di vigilanza sui fondi pensione) proprio in relazione all’attivazione di un sistema unificato di controlli per fondi pensione e polizze individuali.