Fondi pensione, parti vicine all’intesa

16/02/2005

    mercoledì 16 febbraio 2005

    sezione: IN PRIMO PIANO – pagina 2

    COMPETITIVITÀ • Oggi l’avviso comune di imprese e sindacati sulla previdenza complementare
    Fondi pensione, parti vicine all’intesa

      MARCO ROGARI

        ROMA • L’avviso comune su previdenza integrativa e Tfr è al traguardo. Le parti sociali hanno praticamente definito una bozza di documento unitario. Il testo dovrebbe essere limato oggi, con conseguente ufficializzazione dell’intesa.
        E, se non ci saranno imprevisti, il documento dovrebbe poi essere inviato al ministro del Welfare, Roberto Maroni, entro la fine della settimana ( forse già tra questa sera e domani mattina). L’accordo tra Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e Confapi sembra ormai raggiunto. Ieri nel corso di un incontro sarebbero stati sciolti gli ultimi nodi.

        Il documento delle parti sociali garantirebbe una sorta di corsia preferenziale ai fondi negoziali per la destinazione del Tfr ( con il " silenzio assenso") e affiderebbe alla Covip un ruolo centrale. Non spetterebbe poi più al datore di lavoro decidere dove destinare la liquidazione nel caso di mancata pronuncia da parte del lavoratore nei sei mesi di tempo a sua disposizione per effettuare la scelta. Il tutto con l’obiettivo di far effettivamente decollare la previdenza integrativa nel secondo semestre del 2005. Su diversi punti, quindi, il testo delle parti sociali risulta distante dalla bozza di decreto attuativo presentata nelle scorse settimane dal ministero del Welfare. A questo punto resta da vedere che cosa accadrà al prossimo round della trattativa. Nei giorni scorsi, infatti, lo staff del ministro Maroni sembrava intenzionato a proseguire per la sua strada, apportando solo alcune modifiche marginali alla bozza di decreto.

        Tre i cardini attorno ai quali ruota la strategia del Welfare: massima libertà di adesione alle forme integrative ( ovvero, nessuna corsia preferenziale per i fondi pensione negoziali); meccanismo della portabilità invariato; introduzione di un’imposta unica del 15% sulle prestazioni. Misure che fin dal primo momento non erano affatto piaciute alle parti sociali, che hanno anche chiesto una detassazione sul rendimento dei fondi pensione, come peraltro già ipotizzato in sede di stesura della legge delega.

        Il prossimo round tra Welfare e parti sociali, pertanto, si annuncia tutt’altro che in discesa. Senza poi considerare l’incognita della proposta lanciata nei giorni scorsi dal viceministro Mario Baldassarri di far leva su una cessione dei crediti agendo sul Tfr accantonato oltre che su quello " maturando". Un’idea bocciata da Maroni, su cui però non è arrivato un « no » netto dei sindacati.