Fondi pensione, meno fisco

16/06/2004


         
         
         
         
        ItaliaOggi Economia e Politica
        Numero 143, pag. 6 del 16/6/2004
        Autore: di Teresa Pittelli
         
        Fondi pensione, meno fisco
         
        È quanto emerso al convegno dell’Osif. Obiettivo: garantire maggiore etica.
        Uckmar: occorre riordinare i regimi di tassazione
         
        Investimenti socialmente responsabili e fisco meno pesante per garantire trasparenza ed etica negli investimenti dei fondi pensione e nel rapporto tra investitori istituzionali e cittadini in genere. L’asimmetria tra le conoscenze dei gestori dei fondi e quelle del lavoratore iscritto, che in certi casi arriva a generare situazioni se non ai limiti della truffa, quantomeno lontane da quelle che il consumatore aveva previsto, va superata non solo con le norme ma anche con l’etica. Allo stesso tempo, gli Isr, gli investimenti socialmente responsabili, sia da parte dei fondi pensione che degli investitori istituzionali, possono trovare più spazio nel panorama italiano solo se le erogazioni saranno tassate meno e ´meglio’, cioè con un regime unificato e non estremamente vario come accade attualmente. È quanto è emerso dal convegno organizzato ieri a Roma dall’Osif, l’osservatorio sulla sostenibilità dell’impresa e della finanza, che sul tema della responsabilità sociale e della trasparenza nella relazione tra gli investitori istituzionali e i cittadini, in particolare in materia di fondi pensione, ha messo intorno a un tavolo i principali esperti e attori del campo.

        A cominciare da Mauro Marè, il nuovo presidente di Mefop (la società partecipata dal tesoro per lo sviluppo dei fondi pensione), che ha lanciato il concetto di investimento socialmente responsabile.

        ´L’Isr è una forma di allocazione delle risorse finanziarie che prende in considerazione le conseguenze di ordine sociale e ambientale nella scelta (e nel mantenimento) degli investimenti’, ha spiegato Marè, ´e nell’esercizio dei diritti di voto connessi alla proprietà dei titoli’. La componente di responsabilità sociale può produrre effetti positivi sia a livello micro che macroeconomico, ad esempio garantire rendimenti finanziari eventualmente anche superiori a quelli medi, dal momento che è stata dimostrata una correlazione tra il comportamento sociale delle imprese e il loro successo in termini di business.

        L’Isr si realizza in genere secondo tre strategie: la selezione del portafoglio, l’azionariato attivo e il sostegno allo sviluppo locale. In Italia, anche se con ritardo rispetto agli altri paesi Ue, soprattutto la Gran Bretagna, l’Isr sta cominciando a diffondersi: due fondi pensione contrattuali (Eurofer e Previambiente) e un fondo pensione aperto (Unipol Insieme) hanno previsto un’asset allocation di questo tipo, mentre i primi due fondi chiusi per dimensioni, Fonchim e Cometa, hanno introdotto tra i criteri di selezione dei gestori l’utilizzo di parametri Isr. L’impegno etico deve essere però accompagnato, secondo Victor Uckmar, professore emerito di diritto tributario dell’università di Genova, oltre che dagli sgravi già previsti dalla delega fiscale, ma non ancora attuati, anche da un riordino dei regimi di tassazione delle erogazioni, che sono quasi trenta.

        In proposito Uckmar è promotore di una proposta di legge (AC n. 3459), già approvata dalla commissione finanze della camera, che unifica il trattamento fiscale delle liberalità, e le rende deducibili entro il 10% del reddito complessivo. (riproduzione riservata)