Fondi pensione: iscrizioni lente ma rendimenti in crescita

18/07/2007
    CORRIERECONOMIA di Lunedì 16 luglio 2007

    Pagina 19 – Previdenza integrativa

      Bilanci – Da gennaio i «chiusi» hanno reso il 2,1% contro l’1,4% del Tfr. Deludenti, invece, i primi dati della riforma

        Fondi pensione: iscrizioni lente,
        ma i rendimenti accelerano

          In sei mesi meno di 400.000 nuove adesioni su un bacino di oltre 5 milioni

            di Roberto E. Bagnoli

              Crescita deludente degli iscritti, nonostante l’impennata a ridosso della scadenza del 30 giugno. E rendimenti che, ancora una volta, battono la liquidazione. In sei mesi, infatti, le casse aziendali o di categoria superano il Tfr di quasi un punto. E’ il bilancio dei fondi chiusi, alla scadenza del semestre entro cui i dipendenti privati dovevano decidere che cosa fare del proprio Tfr: mantenerlo in azienda, oppure destinarlo alla previdenza complementare. In base ai dati provvisori, le casse previdenziali con una gestione finanziaria operativa hanno registrato quasi 395mila iscritti, il 37,6% in più rispetto al 31 dicembre 2006, portando il totale a oltre 1,5 milioni. Un incremento significativo. Ma se si guarda al bacino potenziale degli iscritti, oltre 5 milioni, i dati assumono un’altra dimensione. Meno del 10%, infatti, ha detto sì alla previdenza integrativa.

                I numeri sono comunque destinati a salire perché in molti casi non comprendono le adesioni degli ultimissimi giorni. Non tengono conto, inoltre, dei lavoratori silenti, che non si sono pronunciati e si ritrovano automaticamente iscritti ai fondi pensione, con un binario preferenziale proprio per i chiusi. «Nelle ultime settimane si è registrata una forte accelerazione — conferma Luigi Scimia, presidente della Covip — e il bilancio si può considerare positivo, anche se sono sopravvalutati i dati sulle adesioni contenuti nei sondaggi più recenti. I fondi chiusi sono cresciuti grazie al lavoro di sindacati, patronati e grandi imprese, e per la fine dell’ anno si dovrebbe arrivare all’obiettivo del governo di un 38-40% di adesioni sui 12,2 milioni di dipendenti privati ».

                  Resta la grande incognita dei silenti, che non hanno riconsegnato al datore di lavoro il modulo per la scelta: rispetto alle previsioni iniziali, però, nelle ultime settimane il loro numero sembra destinato a ridursi. Il bilancio definitivo dell’operazione Tfr potrà essere fatto solo a ottobre, ma i primi dati dovrebbero essere presentati entro la fine di luglio dal ministro del Lavoro Cesare Damiano. «I silenti dovrebbero essere fra i 700mila e un milione — sostiene Scimia — e dovranno ricevere una comunicazione dai fondi a cui sono stati iscritti».

                    In termini assoluti la crescita più consistente è quella di Cometa dei metalmeccanici. «Il risultato è positivo grazie anche all’aumento esponenziale delle adesioni nelle ultime settimane — spiega Maurizio Agazzi , direttore di Cometa —. Nel solo mese di giugno è arrivata la metà delle centomila nuove adesioni del semestre, grazie a cui arriviamo a un 40% sul bacino potenziale di un milione. Grazie all’informazione capillare, la stragrande maggioranza dei lavoratori ha deciso in modo consapevole: in base a un veloce sondaggio condotto presso una cinquantina di aziende con circa 17mila dipendenti, 6.200 risultavano già iscritti, 2500 lo hanno fatto nel semestre, 7.700 hanno mantenuto il Tfr in azienda e i silenti sono stati solo 600 circa». Agazzi è anche direttore di Assofondipensione, il sodalizio che rappresenta i fondi chiusi, e in questa veste giudica meno soddisfacente il dato complessivo. «Meno di 400mila nuove adesioni nel semestre — sostiene — rappresenta un risultato inferiore alle aspettative. I fondi dovranno cercare di convincere i numerosi lavoratori che sinora hanno mantenuto il Tfr in azienda».

                      Forti incrementi delle iscrizioni vengono registrati sia dai fondi più grandi, come Fonchim dei chimici (che, escluso i silenti, è arrivato al 75% del potenziale), sia da quelli più piccoli: il primato della crescita va a Solidarietà Veneto , che raggruppa le aziende industriali e artigiane della regione. «Abbiamo praticamente raddoppiato gli iscritti, che ora sono quasi 37mila — spiega il presidente Bruno Silvestrin — e segnato una forte crescita anche delle imprese che aderiscono al fondo, un dato che dovrebbe facilitare lo sviluppo futuro. Certo, rimaniamo lontani dal potenziale di oltre 500mila dipendenti, ma bisogna tener conto che su questo bacino insistono anche i fondi di categoria. Le stime sui silenti si sono progressivamente ridotte sino al 5-8%, e anche in questo caso siamo in concorrenza con altri».

                        I rendimenti, intanto, continuano a battere il Tfr: nei primi sei mesi del 2007, per i chiusi sono stati pari al 2,1% contro l’1,4% che, al netto dell’aliquota annuale dell’11%, è stato offerto dal Tfr. Le casse previdenziali hanno superato anche la crisi delle Borse: fra il primo gennaio 1999 e il 30 giugno 2007, per esempio, hanno reso in media i l 38,4%, oltre dieci punti in più rispetto al 27,1% del Tfr. Nella prima metà dell’anno, il risultato migliore è il 6,6% della linea bilanciata- azionaria di Fonchim . «L’andamento positivo si conferma anche nel medio periodo — spiega Andrea Girardelli , direttore della cassa dei chimici —. Per esempio il primo iscritto, che ha cominciato a versare il primo febbraio 1998 nell’iniziale comparto bilanciato, e si è poi trasferito a quello più aggressivo, al 30 giugno scorso ha ottenuto un rendimento medio annuo capitalizzato poco sotto il 7%. Grazie ai versamenti mensili, infatti, ha ottenuto risultati positivi anche negli anni di crisi dei mercati».