Fondi pensione, incentivi in Finanziaria

18/10/2004


            domenica 17 ottobre 2004
              Sezione: PRIMO PIANO – pag: 3
              Fondi pensione, incentivi in Finanziaria
              Prende quota l’ipotesi per far partire da gennaio la previdenza integrativa
              MARCO ROGARI
              ROMA • Il 1° gennaio 2005 la previdenza complementare dovrà decollare. Con un duplice obiettivo: dare piena attuazione alla nuova riforma previdenziale entrata in vigore da pochi giorni; contribuire, attraverso lo smobilizzo del Tfr con il "silenzio-assenso", a rimettere in moto il sistema-Italia. La strategia dei tecnici del Tesoro è chiara. E in quest’ottica a Via XX settembre sta prendendo corpo l’ipotesi di agganciare direttamente alla manovra economica 2005 non solo le coperture finanziarie necessarie per dare subito il via all’operazione, ma anche le misure attuative delle riforma Maroni. Misure che dovrebbero dare le gambe alle nuove agevolazioni fiscali per sviluppare le forme integrative e all’uso del Tfr per il quale sarebbe comunque escluso il passaggio in un fondo Inps.

              Proprio per giungere puntuale all’appuntamento del 1 gennaio 2005 al Tesoro si sta pensando di inserire tutto il pacchetto nello strumento legislativo che verrà scelto per varare la riforma fiscale (emendamento alla finanziaria o decreto). Una soluzione della quale si starebbe convincendo anche il ministero del Welfare.

              La decisione definitiva verrà presa la prossima settimana. Nei mesi scorsi il ministro Roberto Maroni aveva più volte ribadito che le misure attive della riforma sulle pensioni integrative sarebbero state varate con un decreto legislativo e non con la Finanziaria. E aveva anche indicato nella primavera del 2005 il periodo in cui il decreto avrebbe potuto vedere la luce. Il Tesoro è però intenzionato ad accelerare i tempi. E la questione sarà affrontata negli incontri dei prossimi giorni. In ogni caso le strada indicata dai tecnici di Via XX settembre potrà essere imboccata solo con il via libera del Welfare, che è il ministero preposto a "gestire" l’attuazione della riforma previdenziale.

              Non a caso proprio gli esperti del dicastero guidato da Maroni nei giorni scorsi hanno inviato alla Ragioneria generale dello Stato e al Tesoro le stime sugli "oneri" dell’operazione-previdenza complementare. La verifica dei tecnici di Via XX settembre verrà completata all’inizio della prossima settimana.

              Quanto alla natura delle misure che sono in fase di preparazione, Governo sembra orientato a far scattare una drastica riduzione (o una completa abolizione) della tassazione delle "plusvalenze" dei fondi pensione. Il carico fiscale potrebbe cioè scendere a quota 6% o addirittura azzerarsi. A pronunciarsi in materia sarà nelle prossimi giorni l’Agenzia delle entrate. Su questa questione ieri è intervenuto anche il Tiziano Treu (Margherita): «In aggiunta a quanto fatto sino ad oggi occorrerebbe favorire ancora di più i fondi pensione sotto il profilo fiscale». Tornando la pacchetto sulla previdenza integrativa, dovrà anche essere definito il meccanismo che dovrà garantire la "parità" tra fondi pensione chiusi e aperti e le polizze assicurative individuali, sostanzialmente prevista dalla riforma pensionistica. A questo proposito, le disposizioni attuative avranno anche il compito di chiarire definitivamente quali saranno i compiti di controllo della Covip (la Commissione di vigilanza sui fondi pensione) proprio in relazione all’attivazione di un meccanismo unificato di controlli per fondi pensione e polizze individuali.

              Ma il cardine dell’intera operazione resta lo smobilizzo del Tfr mediante il "silenzio-assenso". In questo caso non ci dovrebbero essere agevolazioni fiscali da hoc, anche se il Governo dovrà individuare le compensazioni da garantire alle imprese per la perdita delle liquidazioni. Il flusso annuale del Tfr ammonta a circa 13 miliardi: il Governo conta, con il silenzio-assenso di "liberarne" almeno sette.

              I tecnici del Welfare sono al lavoro anche per la definizione degli altri decreti di attuazione della riforma previdenziale: entro novembre sarà varato il provvedimento sul casellario degli attivi.