Fondi pensione, il sistema non decolla

09/04/2001


domenica 8 aprile 2001

La Commissione di vigilanza: 667 mila sottoscrizioni
nelle 16 categorie dove sono già operativi

Fondi pensione, il sistema non decolla
Buona solo la domanda dei lavoratori dipendenti

Roberto Giovannini

ROMA
Cresce, ma con fatica e ampie
zone scoperte, il sistema dei
fondi integrativi collettivi.
Secondo il rapporto della Commis-
sione di vigilanza sui fondi pen-
sione – verrà presentato formalmente
martedì, ma è stato anticipato ieri
dal giornale online «il Nuovo.it» -
è cresciuto troppo lentamente il numero
degli aderenti ai fondi pensione integrativi.
Nel 2000 qualche segnale
positivo si registra sul versante
dei fondi contrattuali chiusi:
molti di quelli autorizzati nel
corso dell’anno hanno fatto subito
il pieno sulla platea di possibili interessati,
e risultano iscritti 677.449 lavoratori dipendenti.
Ma più che mai deludente è il
bilancia dei fondi aperti, quelli
nvolti in particolare ai liberi
professionisti e ai lavoratori au-
tonomi, con soli 188.200 aderenti.
Poche adesioni, poche contri-
buzioni e la poca consapevolez-
za che il sistema pensionistico
pubbiico ha già subìto forti tagli
delle prestazioni creano le pre-
messe per temere condizioni fu-
ture di reale disagio economico
per molti italiani.
Al 31 dicembre 2000 i fondi
pensione attivi erano 142, con-
tro i 121 della fine del 1999: sono
99 i fondi aperti, 43 quelli di
natura categoriale-negoziale. 23
sono i fondi che hanno ricevuto
i’autorizzazione all’esercizio dll’
attività, 20 quelli autorizzati al-
la sola raccolta delle adesioni.
Nel complesso, il 2000 ha visto
un discreto aumento delle ade-
sioni nei fondi chiusi (+21,6%)
portando il totale delle adesioni
a circa 680 mila iscritti ai 16
fondi già autorizzati all’eserci-
zio. I contributi raccolti dall’ini-
zio dell’anno ammontavano a
819 miliardi, portando l’attivo
netto destinato alle prestazioni a
poco più di 1.900 miliardi (al 30
settembre scorso). Rispetto al
totale dei lavoratori attivi nei
settori dove operano i 16 fondi
negoziali effettivamente operati-
vi, la percentuale di adesioni è
tutto sommato discreta, con un
buon 30,5% (+4% rispetto ai
1999). Pensando però che il baci-
no di utenza complessivo dei
potenziali aderenti ai fondi pen-
sione categoriali è giunto a oltre
14 milioni di persone, è evidente
che il decollo è ancora lontano,
almeno fmché tutti i fondi chiusi
entreranno in azione davvero.
Tra i fondi chiusi pienamente
operativi, molte sono le situazio-
ni di eccellenza. Ad esempio, tre
fondi chiusi di natura aziendale
e di gruppo (Mediocredito centra-
le, Fondo pensione quadri e capi
Fiat, Fopen per i dipendenti del-
le aziende del gruppo Enel), che
hanno raggiunto adesioni pari
all’89,4, all’84,3 e al 70,4%. A
Fondenergia sono iscritti il
60,5% degli addetti del comparto
energetico, mentre crescono le
adesioni a Fonchim (chimici) e
Cometa (metalmeccanici), rag-
giungendo il 56,4 e il 33% della
platea potenziaie. Non se la cava-
no male anche Fonser (aziende
di assicurazione e assistenza) e
Pegaso (gas, acqua ed elettricità)
che, pur essendo stati autorizza-
ti all’attività solo a maggio-giu-
gno dellanno scorso, hanno già
raggiunto elevati livelli di adesio-
ne, col 54,2% e il 44,8%. Più
modesti i livelli di adesione ai
due fondi chiusi per lavoratori
autonomi e liberi professionisti:
Fonligure raggiunge solo il 2,3%
di adesioni potenziali, al 6,3% si
attesta Fondodentisti.
Pessima è la situazione dei 93
fondi aperti (solo 68 operativi). Il
numero degli iscritti è aumenta-
to del 17%, ma resta decisamen-
te al di sotto delle adesioni rac-
colte dai fondi contrattuali. Il
flusso dei contributi accumulati
dall’inizio dell’anno è di 251 mi-
liardi, mentre al 30 settembre
dall’anno scorso la consistenza
del patrimonio netto destinato
alle prestazioni si attestava poco
al di sotto degli 800 miiardi,
pari a meno del 50% del patrimo-
nio gestito dai 16 fondi contrat-
tuali autorizzati ad esercitare
l’attività.