Fondi: I sindacati alzano la guardia, rischi di «colpi di mano»

07/12/2000

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Giovedì 7 Dicembre 2000
norme e tributi
I sindacati alzano la guardia per i rischi di «colpi di mano»

Il legislatore, nel disciplinare le regole di tassazione delle prestazioni dei fondi pensione, ha cercato di favorire l’erogazione delle stesse sotto forma di rendita invece che di capitale. La scelta è ovviamente dettata dalla volontà di stimolare l’utilizzo del fondo quale strumento previdenziale e di disincentivare comportamenti che trasformino il fondo pensione da strumento previdenziale in strumento di investimento finanziario. In questa logica è stato visto con particolare sfavore il riscatto totale e parziale di posizioni, in quanto poteva, effettivamente, costituire una forma elusiva che in qualche modo poteva svuotare di significato la specifica finalità previdenziale.

Lo schema di decreto correttivo del Dlgs 47/2000, varato dal Consiglio dei ministri di martedì scorso (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri), provvede a modificare questo generale atteggiamento negativo ammettendo alla tassazione separata, in luogo della tassazione progressiva, il riscatto nel caso in cui venga esercitato a seguito di pensionamento.

Vediamo, in rapida sintesi, di valutare come il decreto legislativo 47/2000, come integrato dallo schema di decreto correttivo, tassa l’erogazione delle prestazioni sotto forma di capitale e i riscatti parziali e totali.

Tassazione del capitale. L’erogazione della prestazione sotto forma di capitale, che può essere ottenuta nella misura massima del 50% della prestazione totale, è sottoposta a tassazione separata al lordo dei rendimenti finanziari già tassati nel fondo stesso.

La stessa prestazione erogata sotto forma di capitale è sottoposta a tassazione separata, al netto, però, dei rendimenti finanziari già tassati nel fondo nei seguenti casi:

il montante della prestazione erogato in capitale è inferiore a un terzo della prestazione totale maturata dall’iscritto;

corresponsione della prestazione, sotto forma di capitale, agli eredi;

prestazione totale spettante inferiore al 50% dell’assegno sociale.

Riscatto totale. Nel caso in cui l’iscritto perda le condizioni per restare nel fondo, può esercitare il riscatto totale delle prestazioni maturate.

In questo caso è necessario fare, in base allo schema di decreto legislativo varato martedì dal Governo, una distinzione tra riscatto totale esercitato a seguito di pensionamento e riscatto totale esercitato negli altri casi. Mentre nel primo caso la tassazione applicata è quella separata, negli altri casi la tassazione applicata è quella progressiva ordinaria, calcolata sulle somme dedotte dal reddito complessivo al netto dei redditi già assoggettati a imposta.

Dunque, questa regola di sfavore opera in tutti i casi, anche in quello di cessazione del rapporto di lavoro. A meno che questa cessazione non sia dovuta a pensionamento.

Riscatto parziale o anticipazione. In alcune situazioni, che si possono identificare ad esempio nel caso in cui il lavoratore necessiti di somme per cure mediche ovvero per l’acquisto della prima casa, il lavoratore può chiedere l’anticipazione di alcune somme a titolo di riscatto parziale. In questo caso la tassazione avviene in due fasi: la prima, di carattere provvisorio, consiste nella tassazione separata sul totale anticipato al lordo dei rendimenti finanziari già tassati; la seconda, definitiva, che è pari alla tassazione separata sull’ammontare totale della prestazione maturata al lordo degli importi già erogati.

Conclusioni. Come è possibile comprendere facilmente, l’estensione della tassazione separata ai riscatti totali esercitati a seguito di pensionamento costituisce una agevolazione specifica e in qualche modo dovuta, in quanto non è giustificabile trattare una simile situazione con le stesse regole di sfavore previste per il riscatto volontario esercitato dal lavoratore in caso di cessazione del rapporto. In effetti, in quest’ultimo caso, le regole previste dal decreto legislativo 47/2000 consentono al lavoratore, senza alcun aggravio fiscale, di trasferire la propria posizione dal vecchio fondo a un altro fondo, sia esso "chiuso" che "aperto".

Benedetto Santacroce