Fondi formazione, l’appello di Maroni

21/04/2004



sezione: NORME E TRIBUTI
data: 2004-04-21 – pag: 30
autore: M.LIB.

Fondi formazione, l’appello di Maroni
    VICENZA • Trasformare il contributo per i Fondi interprofessionali da obbligatorio a volontario per evitare la reprimenda di Bruxelles. Lo ha chiesto ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni, agli imprenditori intervenuti a Vicenza, al convegno di Confindustria intitolato a «Capitale umano, qualità e competitività: quando la formazione anticipa lo sviluppo». Secondo il ministro c’è il rischio che il contributo dello 0,30% — dovuto per l’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria, ma trasferibile ai fondi — «venga considerato, con un approccio troppo burocratico da parte di Bruxelles, come un aiuto di Stato, con tutte le conseguenze negative che questo comporta». Cioè, che venga bloccata, ha detto Maroni, «una grandissima e innovativa attività di finanziamento della formazione continua». In base alla Finanziaria 2001 (la legge 388/2000, all’articolo 118) i Fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua vengono finanziati con il contributo integrativo dovuto per l’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria (articolo 12 della legge 160/75) che consiste nello 0,30% del monte salari e stipendi.
    La scelta di trasferire questi importi ai fondi può essere volontariamente espressa dal datore di lavoro all’Inps; se la scelta non viene esplicitata, il contributo deve essere comunque versato all’Istituto. Proprio sulla base di questa distinzione si può interpretare l’appello del ministro: l’esplicitazione della scelta permetterebbe di rendere questo contributo volontario e quindi non passibile di iniziative da parte della Commissione Ue. Si tratta di un problema semplice ma la cui soluzione è strategica per l’attuazione della riforma Biagi: «Dobbiamo farlo rapidamente per evitare che il mondo delle imprese si disinnamori di questo strumento fondamentale per aumentare la competitività».
    I Fondi interprofessionali hanno come obiettivo il finanziamento, totale o parziale, dei piani formativi per il personale dipendente e sono costituiti attraverso accordi interconfederali fra associazioni datoriali e sindacati dei lavoratori, riconosciuti dal ministero del Lavoro. A oggi sono stati creati il Fondo artigianato formazione, il Foncoop (cooperative), For.Te (commercio, turismo, servizi, credito, assicurazioni e trasporti), Fondimpresa (industria), Fondo Pmi Confapi, Fon.Ter (terziario), Fondirigenti (dirigenti industriali), Fon.Dir (dirigenti terziario) e Fondoprofessioni.