Fondi: e il «chiuso» cambia pelle

13/03/2002






STRATEGIE Tfr imbattibile per i fondi categoria

E il «chiuso» cambia pelle


Dopo il brutto 2001 le casse contrattuali stanno pensando di abbandonare il monocomparto e offrire linee diversificate per rischio e rendimento

      I portafogli non sono particolarmente aggressivi, eppure anche per i fondi chiusi il 2001 è stato un anno da dimenticare. Hanno ottenuto un rendimento medio dell’1,2%: meglio rispetto al -2% degli aperti, rivolti soprattutto a lavoratori autonomi e liberi professionisti, ma comunque al di sotto del 3,22% della rivalutazione di legge del Tfr. Le performance più elevate sono quelle di Cooperlavoro con il 6,3%: in questo caso, però, il risultato è poco significativo perché, prima del via libera alla gestione finanziaria, per alcuni mesi il patrimonio è stato investito in liquidità, impiego a basso rischio che nel 2001 si è rivelato redditizio. Se si guarda ai fondi già pienamente operativi i risultati sono deludenti, dal più 0,2% di Cometa (il maggiore, destinato ai metalmeccanici) al meno 1,5% di Fonchim . Il fondo dei chimici, primo a partire nel 1998, ha circa 111 mila iscritti, un patrimonio cumulato di 500 milioni di euro (poco meno di mille miliardi di lire), pari a circa 4.600 euro pro capite. Esistono due linee di investimento ma all’interno di una gestione monocomparto, che offre cioè performance uguali per tutti gli iscritti. Il patrimonio è suddiviso a metà fra una linea monetaria, gestita da Generali, Unipol e Ras asset management, e una bilanciata, affidata invece a Pioneer, Fideuram Capital e Mediolanum State Street.
      «Nel 2001 abbiamo sofferto le perdite sulla componente azionaria – spiega Nicola Messina , vicepresidente di Fonchim – che incide pur sempre per un terzo del totale. La gestione non è di tipo dinamico, ma nel corso dell’anno abbiamo richiesto di coprire il rischio cambio. Per il 2002 siamo abbastanza ottimisti e penso che il rendimento sarà positivo. Bisogna tener conto, comunque, che nei primi anni di attività Fonchim ha ottenuto rendimenti di tutto rispetto, come l’11% nel 1999: e fra il 1998 e il 2001 una performance complessiva superiore di cinque punti rispetto al Tfr. Per gli iscritti, inoltre, i costi sono molto bassi: circa 19 euro per la gestione amministrativa, più lo 0,15% del patrimonio per quella finanziaria».
      Attualmente quasi tutti i fondi chiusi sono monocomparto, con un portafoglio generalmente di tipo bilanciato e rendimenti uguali per tutti gli iscritti. In prospettiva, però, alcuni di essi stanno pensando di adottare il multicomparto, in modo da offrire la scelta fra varie linee d’investimento con diversi profili di rischio e rendimento. «Il monocomparto è senza dubbio un limite – dice Lucio Francario , presidente della Covip -, ma nella fase di avvio era in qualche modo necessario perché ha garantito una maggiore stabilità e una volatilità più bassa. Il passaggio al multicomparto consentirà rendimenti più appetibili per i giovani: potranno puntare su gestioni azionarie che nel lungo periodo offrono la prospettiva di performance più elevate».
      «Pensiamo di adottare il multicomparto per l’anno prossimo – continua Messina di Fonchim – una volta che si saranno realizzate tutte le condizioni necessarie: massima efficienza amministrativa, patrimonio di dimensioni sufficienti e adeguata informazione degli iscritti».
      L’offerta di diverse gestioni è un’ipotesi allo studio anche per Cometa, il fondo chiuso di maggiori dimensioni, che al 31 gennaio scorso contava circa 370 mila iscritti e un attivo netto di 1,03 miliardi di euro, quasi 2mila miliardi di lire: dovrebbero ricalcare le attuali tre linee d’investimento, monetaria, bilanciata e azionaria.