Fondazione Cini, la Cgil chiede l`aiuto del Patriarca

08/08/2014   (il Gazzettino)

La Cgil che chiede udienza al Patriarca. Oggi, ai tempi della crisi, certe posizioni sono carta straccia, e il sindacato non si fa certo problemi a chiedere apertamente aiuto alla più alta carica religiosa di Venezia. Anche perché di mezzo c`è un licenziamento e la paura che a questo ne possano seguire altri. La questione riguarda la Fondazione Giorgio Cini, che, a Venezia, è una vera e propria istituzione. La Cgil veneziana, con Funzione Pubblica e Filcams, chiede al Patriarca Moraglia di intervenire in Fondazione. I sindacati hanno infatti appreso «con stupore» del licenziamento in tronco, da parte della Cini, di una dipendente, non troppo distante dalla pensione e con una complicata situazione familiare. Tutto questo, ricorda la Cgil, nonostante le recenti rassicurazioni sul futuro dei dipendenti.
Ed è qui che "entra in gioco" il Patriarca. I sindacati chiedono a Moraglia d`intervenire perché, ricordano Fp e Filcams, il Patriarca di Venezia può contare su un solido pacchetto di voti all`interno del consiglio generale della Cini, poco più di un temo (16 su 40). «Samo convinti che il Patriarca ignori quello che sta accadendo in Fondazione. Noi non sappiamo quello che sta succedendo, ma il patriarca può avere voce in capitolo», spiega Enrico Cambrisi, della segreteria Cgil Fp. Il sindacato chiede pertanto a Moraglia un incontro, nel quale sperano non solo di informare il Patrirca su quanto successo alla lavoratrice licenziata, ma anche per informarlo delle loro preoccupazioni, anche per il modo in cui è stata condotta la vicenda: per la Cgil, infatti, la Cini non avrebbe neppure preso in considerazione la proposta di avviare i contratti di solidarietà, nonostante il parere favorevole della maggioranza dei suoi dipendenti, in tutto una trentina.
«In Fondazione ci sono grossi compensi – aggiunge Monica Zambon, segretaria Filcams Cgil di Venezia – come quello del segretario generale o dei quadri, parliamo anche di 200mila euro all`anno. Era il caso di partire da qui nella revisione della spesa, non licenziando». La Cgil teme che possano arrivare anche altri licenziamenti, nonostante la Fondazione gode del sostegno di pezzi da novanta dell`economia italiana, come Eni, Banca Intesa, Cariplo e Generali, e che nel suo consiglio generale sieda il gotha della finanza e della cultura nazionale e locale. Eppure si sussurra di una recente visita della casa d`aste Christiés all`isola di San Giorgio, sede della Fondazione. «Speriamo sia stata solo una visita di cortesia», chiude sarcastica la Zambon.