Foggia. Indagine amministrativa sugli istituti di vigilanza

31/03/2003



LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO


31 marzo 2003
CRONACA di FOGGIA
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          Indagine amministrativa sugli istituti di vigilanza

          Un’indagine amministrativa sugli istituti di vigilanza per verificare che vengano rispettati diritti delle guardie giurate e sia garantita la trasparenza degli atti: la chiedono al prefetto Fabio Costantini i comunisti foggiani. Lo fanno con un comunicato emesso dopo l’arresto di Paolo Venuti, 49 anni, guardia giurata, presidente dell’istituto di vigilanza «Cooperativa 133», posto ai domiciliari 3 giorni fa perchè accusato d’aver minacciato di morte sei soci che chiedevano chiarimenti sulla gestione dell’istituto e su alcune assunzioni.
          L’arresto del presidente della «133» (subito sostituito dal consiglio d’amministrazione) aveva già innescato una dura polemica della Filcams-Cgil, col sindacato che aveva accusato di inerzia e di silenzio le istituzioni (Prefettura, Questura e Ispettorato del lavoro) sollecitate in passato a controllare che i diritti dei lavoratori venissero rispettati.
          Adesso «la drammatica vicenda della "133" ripropone – scrivono i comunisti italiani di Foggia – la necessità da parte del Comune di un rigoroso controllo sulla tutela dei diritti dei lavoratori costretti spesso a vederseli negati. La cooperativa 133 nacque per impedire che risorse pubbliche alimentassero servizi privati che non sempre garantivano correttezza, rispetto dei capitolati d’appalto, efficienza. Il Comune conta nel suo bilancio svariati miliardi per sostenere la cooperativa di vigilanza e perciò non è pensabile che siano violati e negati tutela e dignità dei lavoratori, e soprattutto non si faccia nulla per impedire la discriminazione verso i giovani».
          Ma i comunisti accusano anche Prefettura e ispettorato del lavoro: «è insufficiente se non addirittura carente il loro esercizio di controllo sia sugli atti che queste coop compiono sia sul rispetto della legge sulla democraticità degli organismi di direzione sociale. Il discorso non può riguardare solo la "133", ma l’insieme del mondo della cooperazione collegata alle attività della pubblica amministrazione». Da qui l’invito al prefetto «perchè avvii un’indagine amministrativa sulla rispondenza degli statuti sociali alle norme che tutelano i diritti dei soci, la necessaria trasparenza negli atti amministrativi e l’accesso dei soci agli stessi atti»
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