Foggia. In 250 senza contratto

15/10/2002

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO






15 ottobre 2002
CRONACA di FOGGIA
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nell’ipermercato

Situazione ormai insostenibile tra i lavoratori

In 250 senza contratto

Trattative ferme da due anni, contrasti tra i sindacati

Sul piano sindacale la soluzione della vertenza Ipercoop passa proprio attraverso l’eliminazione delle società strumentali pugliesi. Il confronto va avanti da due anni, ma con risultati ancora piuttosto deludenti. Varie e soprattutto contrastanti tra loro le posizioni dei sindacati rispetto a quanto propone l’azienda. La Cgil, in particolar modo, ha inizialmente presentato quattro piattaforme, a dimostrazione di quanto sia frammentata la proposta all’interno di un sindacato in cui l’anima emiliana gioca un ruolo preponderante.
La nuova contrattazione aziendale punta sull’omologazione dei contratti dei lavoratori emiliani con quelli pugliesi, mantenendo tuttavia posizioni di retribuzione diverse per i nuovi assunti in entrambe le regioni. In particolare, l’azienda è orientata a non riconoscere il premio fisso sia in Puglia che in Emilia, una posizione molto osteggiata dalla Cgil emiliana che chiede il mantenimento per i nuovi assunti dello stesso livello di retribuzione dei vecchi dipendenti.
Il confronto dovrebbe riprendere il 29 ottobre prossimo a Modena, ma le posizioni a tutt’oggi appaiono ancora molto distanti e per questo nessuno se la sente di fare previsioni sull’esito dell’estenuante trattativa. Nel frattempo all’Ipercoop di Foggia e negli altri ipermercati pugliesi del gruppo, si vive tra i lavoratori una situazione di attesa e di estrema incertezza per il braccio di ferro sindacale. La mancanza di una contrattazione aziendale pesa sui turni e gli orari di lavoro. Malcontento di cui i sindacati di categoria si sono fatti portavoce. L’estate scorsa il segretario della Filcams-Cgil, Salvatore Castrignano, denunciava il «caso» dei 250 lavoratori dell’Ipercoop di Foggia: «dal nuovo contratto vorrebbero meno precarietà, un rapporto settimanale con piùore, un salario più adeguato, turni di lavoro più umani. Invece i dirigenti di Coop Estense vorrebbero utilizzare l’auspicata unificazione delle società emiliane con quelle pugliesi per ridurre le conquiste salariali già raggiunte in Emilia ed inserire salari individuali a propria discrezione».
Diametralmente opposta la proposta della Fai-Cisl.Il segretario, Felice Cappa, chiede «contratto unico e perequazione salariale, arrivando in un lasso di tempo, da stabilire, a unificare i due livelli economici».