Foggia. Coop «133», 50 licenziamenti

17/10/2002

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO






17 ottobre 2002
CRONACA di FOGGIA
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Guardie giurate
Ridotte le ore di servizio affidate alla società di vigilanza

Coop «133», 50 licenziamenti

Le parti sociali sollecitano il rinnovo del contratto del settore

Hanno affidato la loro disperazione a poche righe scritte a mano, i lavoratori della cooperativa di vigilanza 133 che rischiano il posto di lavoro. Cinquanta persone, cinquanta famiglie che finiranno sul lastrico stanno vivendo momenti di angoscia. Il 19 ottobre, sabato, sarà l’ultimo giorno di lavoro. Il licenziamento è una conseguenza inevitabile della decurtazione del monte ore di sorveglianza affidato alla cooperativa dall’ultima gara d’appalto, vinta a maggio, passato da 808 a 368 ore con l’eliminazione del servizio di vigilanza alle scuole e ai mercati.
L’appalto, oltre alla diminuzione dell’orario, prevede l’applicazione della tariffa «prefettizia» alle retribuzioni. Una coperta troppo corta, che alla fine lascerà scoperti 50 lavoratori, e a niente sono serviti i sacrifici, come la riduzione dello stipendio, sopportati dai dipendenti. Il colpo di grazia ad una situazione già difficile, è la sorveglianza del palazzo di Giustizia, che prima dell’ultima convenzione veniva fatturato a parte perché la somma veniva rimborsata al comune di Foggia dal ministero degli interni. Adesso invece è compreso nella convenzione. Un colpo da un miliardo e mezzo, un colpo che spazza via 50 posti di lavoro.
E dopo mesi di pazienza, nella speranza che gli incontri con l’amministrazione comunale e le varie promesse sortissero qualche effetto, le guardie giurate minacciano azioni clamorose.
Il mantenimento dei livelli occupazionali in caso di cambio di appalto negli istituti istituti di vigilanza è anche uno dei punti della piattaforma per il rinnovo del contratto integrativo provinciale, un documento inviato da più di 5 mesi alle associazioni datoriali da parte delle organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil. «Nessuna delle associazioni datoriali – scrivono i sindacati in una nota siglata congiuntamente – ha risposto alla richiesta di avviare il confronto, nemmeno la Assvigilanza, ovvero la Confcommercio». Un comportamento ritenuto irresponsabile da Cgil, Cisl e Uil, che denunciano «una grave insensibilità delle parti datoriali in materia di corrette relazioni sindacali».
A questo punto le organizzazioni sindacali ritengono che il confronto debba avvenire ai tavoli istituzionali, e debba essere promosso direttamente dal prefetto, con il coinvolgimento della direzione provinciale del lavoro e del servizio politiche del lavoro della Provincia.
  ste. lab.