Fnac vende, lavoratori In agitazione

15/02/2012

Fumata nera al vertice che si è tenuto ieri a Roma tra i sindacati e alcuni responsabili della Fnac Italia. La riunione, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle segreterie sindacali dei punti vendita sparsi in Italia e dei
responsabili delle Risorse Umane di Fnac Italia si è conclusa con un nulla di fatto. I lavoratori che si aspettavano di conoscere novità sul loro destino professionale sono rientrati dalla Capitale con un pugno di sabbia in mano. Unica
indiscrezione trapelata dal vertice romano è stata la conferma della vendita di Fnac Italia. «L`azienda – come spiegato da Luana Di Tuoro, sindacalista della Filcams Cgil – non ci ha detto nulla di nuovo rispetto a quanto era già stato annunciato nel comunicato ufficiale diffuso dalla sede centrale di Fnac. Anche la divisione italiana è quindi in attesa di novità dal quartier generale. L`unica conferma è che la Fnac Italia è in vendita». Stop a nuove assunzioni e
rinnovi di contratto: i punti vendita sparsi nel Belpaese sono appesi ad un filo sottile, in attesa di conoscere quale sia la volontà "finale" del gruppo di Ivry. A partire da oggi, comunque, i lavoratori della sede di via Luca Giordano al Vomero
proclameranno lo stato di agitazione. Parallelamente le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil chiederanno un incontro urgente con i vertici di Fnac mondo allo scopo di riuscire a conoscere cosa l`azienda ha in serbo per il gruppo
italiano. Inoltre per la prossima settimana sarà fissata un`assemblea nel corso della quale i lavoratori studieranno – congiuntamente con i sindacati le prossime mosse: obiettivo, salvare il posto di lavoro. In ballo ci sono infatti
i destini di sessantacinque lavoratori, sessantacinque dipendenti che non hanno nessuna certezza sul loro futuro lavorativo.
Nei prossimi giorni si cercherà inoltre di capire come intenderà procedere il brand dell`editoria e dell`elettronica. Se si opterà per una cessione in franchising di tutto il blocco, di una vendita singola, negozio per negozio, o di una chiusura
semplice. Come anticipato dal "Roma" nelle settimane scorse, per quanto riguarda l`ipotesi vendita della sede di via Luca Giordano al Vomero, si sarebbe fatto avanti il gruppo "Mediaworld", colosso dell`informatica e dell`elettronica,
che sarebbe pronto a rilevare locali e dipendenti. Ma ad oggi, su questo punto, c`è il massimo riserbo.
La decisione del gruppo di Ivry di chiudere le sedi della divisione italiana sarebbe maturata in seguito ad un anno di perdite da parte del gruppo Ppr (Pinault-Printemps-Redoute), maggiore azionista della catena francese. Il piano
di "rientro" per arginare il deficit della compagnia riguarda un taglio di costi di ben 80 milioni di euro, nonché una riduzione della forza-lavoro di 500 unità circa, 310 in Francia e le restanti 200 – con molta probabilità – in Italia. Una
sorta di piano di ristrutturazione aziendale che arriva in seguito ai risultati disastrosi messi a segno dal gruppo lo scorso anno con un calo del 3,2% nel fatturato globale ed una flessione delle performance dei punti vendita addirittura del 5,4%. Cifre che mettono i brividi per un colosso d`eccellenza nel settore dell`editoria e dell`elettronica di consumo.