Fnac, ora i 600 dipendenti vogliono difendere il posto

14/01/2013

Una vertenza lunga un anno che si è chiusa in un modo ancora poco decifrabile. La Fnac, la catena di negozi libri e audiovisivi di proprietà della holding francese del lusso Ppr che fa capo a Francois-Henri Pinault, venerdì è stata ceduta al fondo italiano Orlando Italy, operatore di private equity specializzato in ristrutturazioni industriali. Il vero punto di domanda è come la Fnac, che è stata messa in liquidazione e si appresta a presentare un`istanza di concordato preventivo, rinascerà. Con quanti lavoratori dei 600 che erano impiegati negli 8 negozi di Verona, Milano, due a Torino, Genova, Firenze, Roma, Napoli? I sindacati aspettano martedì 22 quando incontreranno la nuova proprietà e il liquidatore Matteo Rossini, nominato dall`assemblea dei soci della vecchia proprietà. «La società era in rosso da 10 anni e quindi noi eravamo pronti ad ogni evenenza – spiega Daria Banchieri, che per la Filcams Cgil ha seguito tutto la vertenza – . Non abbiamo ancora avuto comunicazioni ufficiali ma sicuramente è positivo che la vecchia proprietà abbia ceduto il 100 per cento dell`azienda. Il nostro obiettivo è certamente quello di tutelare al massimo il livello occupazione, puntando a mantenere al lavoro tutti i quasi 600 lavoratori. Nonostante le difficoltà, l`azienda non aveva mai portato avanti la procedura di mobilità, ma comunque avevamo già avuto incontri al ministero dello Sviluppo per trovare tutele ai lavoratori». Due scioperi nazionali riusciti, uno a settembre e uno novembre, tanti flash-mob. I lavoratori della Fnac sono stati bravi a tenere alta l`attenzione tanto da avere una pagina Facebook, gestita dai lavoratori, seguita da oltre 8mila utenti. E ora l`affidamento ad un tagliatore di teste come il gruppo Orlando, che acquista aziende in difficoltà per rivenderle in breve tempo. «È lo stesso gruppo che ha rilevato anche le profumerie Limoni – spiega Banchieri – una situazione molto simile, solo un po` più grande: anche in quel caso stiamo aspettando il loro piano di ristrutturazione». Ma su come rilanciare la Fnac il sindacato ha le idee chiare. «La crisi dell`azienda è dovuta in gran parte alla collocazione di alcuni dei negozi. La Fnac ha un target alto, non applica sconti e si basa sulle presentazione di libri e dischi con incontri dal vivo. Avere alcuni negozi, come nel caso di Roma, in centri commerciali in periferia è una scelta strategicamente sbagliata. Speriamo che Orlando voglia cambiarla». Nella nota della vecchia proprietà si capisce che il lavoro per Orlando sia già stato tracciato: «Alla luce della non sostenibilità dell`attuale modello di business che ha generato perdite estremamente significative nel corso degli ultimi anni, ha messo in liquidazione Fnac Italia, nominando Matteo Rossini liquidatore della società». Rossini, nell`interesse ed in accordo con i creditori, lavorerà per la presentazione di un`istanza di concordato preventivo nei tempi più brevi possibili. Orlando Italy ha infatti manifestato interesse per rilevare, nell`ambito di una procedura di concordato preventivo, parte degli attivi della società.