Fnac cerca un cavaliere bianco

13/11/2012


Pressing sul ministero dello Sviluppo economico per convocare un tavolo con il management di Fnac, la catena francese di libri e prodotti multimediali che in Italia ha 600 dipendenti. L`azienda però si sottrae al confronto e lascia sulla porta il cartello "vendesi", operazione da realizzare entro il prossimo dicembre; in caso contrario si rischia la chiusura. L`operazione però è estremamente complessa perché, oltre a una profonda crisi della domanda, l`azienda nei suoi 12 anni di operatività in Italia non ha mai realizzato un euro di profitto. Anzi ha accumulato una montagna di perdite: 137 milioni di euro e una raffica di aumenti di capitale, l`ultimo quest`anno per 18 milioni. E per l`esercizio in corso il budget stima un`altra maxi perdita:13,6 milioni «Stiamo premendo sul ministero perché ci si riveda al tavolo di Roma – osserva Daria Banchieri della Filcams Cgil – ma l`azienda non risponde, come ha fatto con noi. Del resto è poco credibile anche la decisione di chiudere i negozi entro l`anno: la legge prevede 75 giorni per le procedure di
conciliazione e non ci sono i tempi tecniciper chiudere entro Natale». Tuttavia ricorda il sindacato che la holding di controllo Ppr ha approvato il progetto di scissione di tutto il gruppo Fnac. E la svolta strategica prevede anche operazioni di rilancio con contestuali tagli dei costi, salvo che per il nostro Paese per cui è confermata la volontà di chiudere l`investimento entro fine anno. Poi Banchieri ricorda che l`unica assunzione fatta da Fnac quest`anno è relativa al nuovo direttore delle risorse umane, Stefania B ert Oglio. «Ha fama – dice, conunfilo di speranza, la sindacalista – di essere un manager votato alle ristrutturazioni». Mario Piovesan, della Fisascat Cisl, si sofferma sul pericolo di "spezzatino" della catena commerciale. «É un`ipotesi che osteggiamo, ma è anche vero che non ci risulta, al momento, nessuno davvero interessato a rilevare Fnac Italia, compreso il concorrente Feltrinelli. Del resto solo le location di Milano e Genova sono prestigiose, le altre molto meno». L`azienda, interpellata da ll Sole 24 Ore, ha preferito mantenere il riserbo sui prossimi passi. Come ha fatto in occasione dello sciopero dello scorso 6 novembre con una manifestazione in Piazza Affari, a Milano, durante un convegno al quale partecipava
anche Francois Henri Pinault, ceo di Ppr: il gigante del lusso ha in portafoglio brand del calibro di Gucci, Bottega Veneta, GirardPerregaux e Boucheron.
Fnac Italia ha 8 negozi e l`anno scorso ha realizzato ricavi per 157 milioni, in calo del 7,1%, e con perdite diffuse in tutti i comparti, dai libri (-84%), all`audio-video (-12,1%) fino ai servizi (-20,2%).
La perdita di bilancio è stata di circa io milioni. «Sappiamo – aggiunge Piovesan – che Fnac ha sempre perso, ma la responsabilità è del management. I concorrenti comparabili, Feltrinelli e Mondadori, pur con qualche difficoltà, continuano a macinare utili». E curiosamente è proprio su questi due player che si sofferma la relazione di bilancio 2o11 di Fnac Italia, che recita: «Soprattutto Feltrinelli e Mondadori ci hanno imitati aprendo negozi multiprodotto e inserendo bar e sala conferenze. La nostra esperienza però ci consente di mantenere un vantaggio competitivo».